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Maggio 2006 - Dal rapporto biennale sul volontariato in Italia 2005, curato dall’Osservatorio nazionale, emerge che le organizzazioni del settore sono in crescita e il bilancio è positivo: aumenta la capacità operativa, il numero di chi ne beneficia, la collaborazione con altri soggetti privati e, soprattutto, pubblici, le entrate di cui dispongono, gli interventi e le prestazioni che realizzano.
Fra le caratteristiche più evidenti, il rapporto fa emergere una diffusione del volontariato più equilibrata sul territorio nazionale; diminuisce la differenza della solidarietà organizzata nelle diverse aree del Paese; cresce l’espressione della cittadinanza attiva, perché la nascita delle organizzazioni è sempre più caratterizzata dall’iniziativa di gruppi di cittadini rispetto alla tradizionale capacità di affiliazione delle centrali nazionali del volontariato o della promozione ecclesiale.
Novità anche sull’identità nel servizio: si passa dal 42,5% delle organizzazioni a matrice cristiana o confessionale esaminate nel campione nazionale del 1993, al 28,7% del 2001. L’identità dei gruppi di volontariato – soprattutto di quelli di recente formazione - si definisce più nel servizio e nella tensione verso obiettivi e risultati comuni, più che nella condivisa origine culturale o in una comune visione del mondo, laica o confessionale che sia.
Il settore del volontariato è più strutturato. Le organizzazioni di volontariato sono sempre più formalizzate, 96 su 100 hanno uno statuto; sono registrate con atto pubblico, 6 su 100 sono gruppi informali; dispongono di almeno due organi di governo, 9 su 100 ne hanno più di 1; la maggioranza ha anche un regolamento interno con cui definisce procedure e linee-guida di azione per gli aderenti.
Rispetto alle aree d’intervento il Rapporto 2005 conferma la collocazione principale delle organizzazioni di volontariato nei tradizionali settori delle attività socio-assistenziali e sanitarie. Tuttavia cresce l’incidenza percentuale delle organizzazioni che operano nei settori della partecipazione civica, in particolare negli ambiti della protezione civile, cultura, educazione e promozione sportiva e ricreativa, dando conto di una maggior presenza e impegno attuale del volontariato in tutti i campi del sociale.
Diminuiscono consistentemente le organizzazioni composte dai soli volontari, aumentano invece associati e professionisti nei gruppi. Perché? Primo: la crescita degli organismi di tipo associativo e mutualistico. La maggioranza delle unità opera sia a vantaggio dei propri aderenti che dei non aderenti. In esse i soci garantiscono sostegno economico e base sociale oltre che una mobilitazione generale negli eventi importanti. Secondo: una presenza professionale nel volontariato organizzato, con l’inserimento di operatori remunerati. Mentre nel 1997 le unità dotate di personale remunerato sono incrementate di 9 punti percentuali tra il 1997 e il 2001 (21 su 100). |