In Italia tutti hanno il diritto di studiare: è un diritto fondamentale, sancito dalla Costituzione italiana nell’articolo 34 e riconosciuto anche agli studenti che intendono frequentare l’Università.
Per garantire tale diritto, sono previsti particolari aiuti per i più meritevoli e i meno agiati, con l’attribuzione di borse di studio, assegni alle famiglie e altri contributi erogati dallo Stato.
Gli atenei, in genere, prevedono riduzioni ed esoneri dalle tasse anche se, per legge, ogni istituto decide in piena autonomia i piani di studio, l’importo e le modalità di pagamento. Molte Università si sono anche dotate di sistemi di immatricolazione e pagamenti online.
Possono richiedere l’esonero delle tasse coloro che beneficiano di borse di studio, i portatori di handicap con un'invalidità riconosciuta pari o superiore al 66 per cento, le studentesse in "maternità" per l'anno di nascita di un figlio e chi deve interrompere gli studi a causa d'infermità gravi.
Può richiedere una riduzione delle tasse universitarie anche chi possiede un reddito al di sotto di alcune soglie prestabilite dall’Ateneo di riferimento.
La situazione economica del nucleo familiare è valutata secondo i criteri Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente. In alternativa all'Isee, viene applicato L'Iseu, Indicatore della Situazione Economica Equivalente Universitario. Una volta determinato tale valore, lo studente può chiedere l'inserimento in una delle diverse fasce contributive previste dal regolamento d’Ateneo, purché presenti la certificazione richiesta.
Il diritto allo studio in Italia si estende anche agli stranieri privi di cittadinanza italiana. "In materia di accesso all'istruzione universitaria e di relativi interventi per il diritto allo studio, è assicurata la parità di trattamento tra lo straniero e il cittadino italiano": così recita l'articolo 37 della legge numero 40 del 6 marzo 1998, "Disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero".
L’Isee, Indicatore della Situazione Economica Equivalente
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Miur, disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero