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La Storia dell'Italia

Storia del territorio italiano

L'Italia nel 1848L'Italia è una penisola a forma di stivale. Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere, durante le lezioni di geografia a scuola! Ma il nostro Stato non ha sempre avuto la forma che oggi conosciamo. Possiamo far iniziare il nostro viaggio nella storia d'Italia nel 1848. Il Regno di Sardegna ha appena promulgato il suo Statuto che vige su tutti i suoi territori: Sardegna, Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Nizza e Savoia. La capitale è Torino e il sovrano è Re Carlo Alberto.

Nella cartina qui a fianco, il Regno di Sardegna, nucleo iniziale di quello che poi diventerà lo Stato italiano, è rappresentato in colore rosa.

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Le conquiste del Regno di Sardegna

Sull'Italia spirano venti di indipendenza, la prima a sollevarsi è Milano, che lotta contro il dominio Austro-Ungarico. Dopo un iniziale successo, grazie anche all'appoggio del Regno di Sardegna, del Gran Ducato di Toscana, del Regno delle Due Sicilie e dello Stato della Chiesa, il sogno della prima Guerra d'Indipendenza si infrange contro il ritorno austriaco. Carlo Alberto è costretto a firmare l'armistizio e abdicare per Vittorio Emanuele II.

Nel 1852, diviene Primo Ministro Camillo Benso Conte di Cavour, che, prima coinvolge il Regno di Sardegna nella guerra di Crimea, e poi stringe un accordo segreto con Napoleone III: se gli austriaci attaccano, l'esercito francese difenderà gli italiani. È l'inizio della seconda Guerra d'Indipendenza. Stavolta il conflitto arride al Regno di Sardegna, ma Napoleone si accorda con gli austriaci e Cavour deve accontentarsi della Lombardia, non ottenendo il Veneto e cedendo Nizza e Savoia alla Francia, come previsto dall'accordo. Spontaneamente intanto alcuni ducati del centro Italia si uniscono allo Stato sabaudo: Modena, Parma, Emilia, Romagna e il Granducato di Toscana.

L'Unità d'Italia

Il 5 maggio 1860 parte la celeberrima Spedizione dei Mille, guidata da Giuseppe Garibaldi. Il suo compito è quello di unificare l'Italia, includendo anche gli stati del Sud. Il 21 ottobre la spedizione è conclusa: un plebiscito sancisce l'annessione dei territori delle Due Sicilie al Regno Sabaudo. All'appello mancano solo il Veneto, il Trentino, il Friuli e Roma. Siamo nel 1861 e il Parlamento del Regno di Sardegna proclama il Regno d'Italia. Il Veneto e una parte del Friuli vengono annessi 5 anni dopo, in seguito alla terza Guerra di Indipendenza. Manca solo Roma, la futura capitale. Il 20 settembre 1870, dopo diversi tentativi falliti, l'esercito italiano entra a Roma (Breccia di Porta Pia) conquistando il tassello più importante per la costituzione del nuovo stato.

La parentesi coloniale

Ma la geografia dello Stato Italiano, dal 1870 a oggi, ha subito ancora diversi mutamenti. Come le altre potenze europee, anche l'Italia si getta nell'avventura coloniale, conquistando alcune terre oltre mare: Eritrea (1882), Somalia Italiana (1890), Tientsin (1901), Libia (1911), Dodecaneso (1912), Abissinia (1936) e Albania (1939).

Conquiste e perdite del XX secolo

L'Italia ha poi subito sensibili cambiamenti alla sua geografia politica soprattutto in concomitanza con le due guerre mondiali. La prima la conclude da vincitrice e, nel 1918, completa la sua riunificazione nazionale, acquisendo il Trentino-Alto Adige, la Venezia Giulia, l'Istria ed alcuni territori del Friuli ancora irredenti e la città di Trieste. La seconda guerra mondiale invece termina con una sconfitta del nostro Paese, che comporta la perdita dell'Istria e di tutti i territori coloniali. Il 12 giugno 1946 l'Italia va alle urne per scegliere se diventare una Repubblica o rimanere un Regno. Gli italiani scelgono la prima opzione e da allora l'Italia è la stessa che conosciamo oggi.

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