Karol Józef Wojtyła nasce il 18 maggio 1920 a Wadowice, cittadina a 50 Km da Cracovia. È il secondo dei due figli di Karol, militare di carriera, e Emila Kaczorowka che morirà quando Karol Józef ha soltanto nove anni. Riceve la Prima Comunione a 9 anni e a 18 anni il sacramento della Cresima. Nel 1938 dopo aver terminato gli studi liceali si trasferisce con il padre a Cracovia dove si iscrive alla Facoltà di Filosofia dell’università Jagiellonica. Nel 1939 le forze naziste chiudono l’università, e il giovane Karol, per evitare la deportazione lavora come operaio nelle cave di Cracovia fino al 1942 quando viene trasferito nella fabbrica chimica della Solvay.
Nel febbraio del 1941 muore il padre, e nel 1942 comincia a frequentare clandestinamente i corsi della Facoltà di Teologia dell’Università Jagiellonica, come seminarista. Nel 1943 recita per la prima volta come protagonista nel "Samuel Zborowski" di Juliusz Slowacki, questa sarà la sua ultima comparsa sul palcoscenico. Nel 1944 l’arcivescovo Sapieha lo trasfersce, insieme ad altri seminaristi clandestini, nel Palazzo dell’Arcivescodado, dove rimane fino alla fine della guerra, continuando gli studi ed abbandonando definitivamente il lavoro in fabbrica.
Il primo novembre del 1946 è ordinato sacerdote, e dopo pochi giorni parte alla volta di Roma per proseguire i suoi studi. Nella capitale italiana risiede in via Pettinari, presso i Pallottini. Nel 1948 discute la tesi di laurea: "Doctrina de fide apud S. Joannem de Cruce". E nel 1949 rientra in Polonia, dove diventa viceparroco della parrocchia di Niegowiæ presso Gdów.
Iniziano gli anni dell’insegnamento, nell’ateneo polacco dove è docente di etica sociale e cattolica alla facoltà di Teologia, per poi passare, quando la facoltà sarà chiusa, ad insegnare presso il seminario di Cracovia e all’Università cattolica di Lublino. Saranno stati gli anni di insegnamento, la vita a stretto contatto con i suoi studenti ad infondere in quest’uomo, quello che negli anni è stato un simbolo, una caratteristica del suo pontificato: l’amore per i giovani, quel legame speciale che tutti hanno vissuto durante il Giubileo del 2000. Un amore ricambiato che nel pontefice, in quest’uomo a volte apparentemente troppo anziano e troppo fragile, ha infuso nuova vita.
Tra il 1962 e il 1964 partecipa a quattro sessioni del Concilio Vaticano II. Il 28 giugno del 1967 è creato cardinale da Papa Paolo VI, che morirà il 6 agosto del 1978. Karol Wojtila partecipa alle esequie del Papa e anche al conclave che il 26 agosto elegge il nuovo Ponteficie, Albino Lucani, Giovanni Paolo I, che scomparirà improvvisamente il 14 ottobre, data in cui ha inizio un nuovo conclave che elegge, il 16 ottobre 1978, il cardinale Karol Wojtyla, Papa, con il nome di Giovanni Paolo II. Il 263° successore di San Pietro, il primo Papa non italiano dal 1500.
E’ l’inizio di quello che sarà un pontificato unico, il pontificato dei grandi numeri, dei grandi viaggi, dei grandi incontri. Già all’alba del suo discorso inaugurale, pochi minuti dopo le 19 di quel lunedì del 1978, il nuovo Papa non si limita alla lettura della benedizione in latino della folla, ma con un italiano stentato improvvisa un breve discorso. Sostiene di aver avuto paura ad accettare la nomina, paura di non sentirsi in grado di esprimersi in una lingua non sua, e chiude con una frase destinata a rimanere nella storia: "se mi sbaglio, mi correggerete" da piazza San Pietro, immediata e calda si leva un’ovazione, è l’inizio di quel filo che ha sempre legato Giovanni Paolo II alla gente, perché in fondo è il papa della gente.
Giovanni Paolo II muore il 2 aprile 2005 nella sua residenza vaticana, dopo due giorni di agonia.