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Sportello immigrati

Il visto d'ingresso

Il visto, una "vignetta" applicata sul passaporto o su un altro valido documento, è una autorizzazione concessa allo straniero ad entrare nel territorio della Repubblica Italiana.

Il visto non è comunque una assoluta garanzia di ingresso. La legge del 6 marzo 1988 n. 40 stabilisce infatti che la polizia di frontiera può respingere lo straniero privo di mezzi di sostentamento, o non in grado di fornire spiegazioni relative alle modalità del suo soggiorno in Italia, o se lo ritiene opportuno per ragioni di sicurezza e ordine pubblico. I visti si dividono in 3 categorie, vediamole di seguito.  

Visti Schengen Uniformi

  • visti di "tipo A", per transito aeroportuale, validi esclusivamente per il transito nelle zone internazionali degli aeroporti senza entrare nel territorio nazionale

  • visti di "tipo B", per transito tra territori delle Parti contraenti, con validità massima di 5 giorni

  • visti di "tipo C", per soggiorni di breve durata o di viaggio, con validità massima di 90 giorni

Visti a Validità Territoriale Limitata

Hanno le stesse caratteristiche dei Visti Schengen Uniformi, ma valgono soltanto entro il Paese che li ha rilasciati.

 

Visti Nazionali

Per soggiorni di lunga durata con validità superiore ai 90 giorni (tipo D), validi solo entro il territorio che li ha rilasciati.

 

La domanda per ottenere il visto di ingresso va presentata per iscritto, su apposito modulo compilato in ogni sua parte, sottoscritto e corredato da una foto tessera dello straniero, alla Rappresentanza del Ministero degli Affari Esteri. Al modulo deve essere allegato il documento di viaggio si cui apporre il visto e, quando richiesto, la documentazione giustificativa che dovrà contenere

  • la finalità del viaggio

  • mezzi di trasporto

  • mezzi di sostentamento durante il viaggio e il soggiorno

  • le condizioni di alloggio

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Polizia di stato – il visto d’ingresso