a cura di Intrage
Le droghe, artefici di un falso e dannoso benessere
Maggio 2010 - Sono droghe tutte quelle sostanze, naturali o sintetizzate chimicamente, "capaci di provocare un artificioso stato di benessere, ma che a lungo andare provocano assuefazione e dipendenza con conseguenze deleterie psichiche e fisiche". Generalmente, le diverse droghe agiscono alterando i meccanismi di trasmissione delle informazioni tra le cellule e potenziando o diminuendo le sensazioni e le emozioni.
Un po’ di storia
Il termine droga ha tre significati, identificando le spezie, i farmaci e gli stupefacenti. Il primo significato, il "condire con droghe o con spezie", deriva dalla cucina asiatica molto aromatica ed è stato introdotto in Europa intorno al XVI secolo con la colonizzazione olandese.
Scavi archeologici in Svizzera hanno dimostrato la presenza di coltivazioni di papavero già nell’età neolitica (3200-2600 a.C.), diffuse probabilmente a causa del potere nutritivo dell’olio ricavabile dai suoi frutti.
Il significato farmacologico, descritto già da Teofrasto (terzo secolo a.C.) e conosciuto dai medici arabi dell’antichità, appare in Europa agli inizi dell’Ottocento, con l’introduzione nella medicina di sostanze ricavate dal papavero (l’oppio, l’hashish), usate come potentissimi calmanti.
Nel novecento, in seguito alla scoperta degli effetti negativi associati all’uso di queste sostanze, la parola droga diventa sinonimo di sostanza stupefacente, scatenante sensazioni "artificiali" e il cui uso continuo provoca danni per l’organismo.
Le diverse droghe e i loro effetti
Sulla base degli effetti fisici scatenati, le diverse droghe sono classificate in sei gruppi
- i narcotici o gli stupefacenti: sostanze che danno una sensazione di benessere agendo sulle zone del cervello che controllano le emozioni ed il piacere. Sono narcotici i composti chimici derivati dall’oppio, come la morfina, la codeina, l’eroina. Alcune di queste droghe, prime fra tutte la morfina, sono usate in medicina come calmanti del dolore; - gli stimolanti: tutte quelle sostanze che aumentano l’attenzione e l’energia, diminuendo le sensazioni di fatica e di stanchezza. La cocaina ed il suo derivato, il crack, le amfetamine ed i suoi derivati chimici (l’STP, "Serenità, Tranquillità, Pace" o il DMA, la "pillola dell'amore") rientrano in questo gruppo
- i sedativi o ipnotici: farmaci che rallentano le normali funzioni del cervello, dando un generale effetto calmante. I sedativi a loro volta si distinguono in barbiturici, farmaci che possiedono attività ipnotica, depressiva ed anticonvulsiva, e in benzodiazepine, i cosiddetti ansiolitici, che hanno effetti di rilassamento muscolare ed anticonvulsivi
- le droghe volatili o inalanti: sostanze che producono vapori che, se inalati, alterano le percezioni. Tra questi sono inclusi alcuni solventi, alcuni gas (gas di scarico, etere, cloroformio) e alcune colle
- le droghe psichedeliche, come l’LSD, la mescalina, l’ecstasy, che provocano delle illusioni, cioè delle interpretazioni non corrette di immagini o di suoni, accompagnate da alterazioni della memoria e delle emozioni. Le droghe psichedeliche sono note impropriamente come allucinogene, che provocano delle allucinazioni, delle percezioni di suoni o immagini non esistenti realmente
- i derivati della pianta cannabis: la marijuana e l’hashish, che producono una varietà di effetti, tra i quali euforia, rilassamento, disinibizione, accompagnati da sensazioni di rallentamento del tempo e dell’attenzione e da una diminuzione del controllo dei movimenti e della memoria
Per approfondire
Droghe, artefici di un falso e dannoso benessere - in formato pdf (26,9 KB)