I pollini sono dei piccolissimi granelli, detti microspore, prodotte dalle parti maschili delle piante, che fecondano le parti femminili del fiore permettendo lo sviluppo del frutto. Le dimensioni dei granuli maturi sono variabili: i più grandi, come quelli della zucca, raggiungono i 2 centimetri e mezzo, mentre altri, come quelli dei "non ti scordar di me" sono cento volte più piccoli.
Le allergie ai pollini sono tra quelle più diffuse e sono suddivise in precoci ed in primaverili-estive, secondo il periodo in cui si manifestano. Le prime sono causate da alberi come betulla, nocciolo, carpino, ma anche da altre piante, come l'ambrosia, i cui periodi di fioritura sono da gennaio a marzo. Le seconde sono provocate generalmente da piante graminacee, la cui fioritura avviene nel periodo che va da fine aprile a fine settembre (ma negli ultimi tempi si è assistito ad un progressivo aumento delle allergie ai pollini di altre specie vegetali).
Le informazioni sui tipi e sulla quantità di polline presente nell’atmosfera sono fornite dall'Associazione Italiana di Aerobiologia che dal 1985 compie un monitoraggio costante degli allergeni presenti nell’aria in tutta Italia. La stessa associazione cura il cosiddetto bollettino del polline, che raccoglie i dati rilevati dai centri di monitoraggio, posti in tutta Italia: viene aggiornato ogni mercoledì.
Se si è allergici ai pollini è meglio evitare, durante il periodo critico, di arieggiare la casa nelle ore più calde, quando è massima la concentrazione pollinica nell'atmosfera. Può essere anche vantaggioso l’uso di condizionatori che riducono la concentrazione di pollini nell’aria filtrandola. Un soggiorno al mare può essere utile durante il picco del periodo pollinico, per beneficiare del vento che soffia dal mare portando aria pura, senza pollini. Inoltre, è bene ricordare che alle altitudini tra i 600 e i 1000 metri le piante liberano i pollini un mese più tardi che in pianura, mentre al mare la fioritura avviene con circa un mese di anticipo.
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