Sanità

a cura di Intrage

La legge su trasfusioni e donazioni di sangue

Marzo 2010 - La giornata di riposo regolarmente retribuita è un diritto di tutti i lavoratori che donano il sangue, anche di quelli atipici, i precari insomma. È stata una delle ultime novità in materia introdotte dalla legge numero 219 del 21 ottobre 2005 che regola il settore delle trasfusioni di sangue e la produzione di emoderivati. Il sangue umano non può essere in alcun modo una fonte di guadagno: non si può vendere e commercializzare. Per i trasgressori sono previste la reclusione e multe salate.

 

Questa norma combatte ancora più duramente il commercio del plasma: un fenomeno illegale alquanto diffuso come quello del "traffico" dei gameti contenuti nello sperma, una pratica altrettanto illegale secondo la legge 40 del 19 febbraio 2004. Chi dona e/o riceve il sangue e i suoi derivati non deve pagare nulla: le attività trasfusionali rientrano nei livelli essenziali dell’assistenza sanitaria e i costi sono a carico del Fondo sanitario nazionale.

Ma c’è di più: il diritto di donare è stato esteso ai minori di 18 anni che però siano autorizzati da entrambi i genitori o da chi esercita la patria potestà; e la possibilità di donare la placenta e il sangue da cordone ombelicale che è riconosciuto come un gesto volontario e gratuito al quale ogni donna può dare il proprio assenso informato al momento del parto. A questo proposito anche le giovani madri minori di 18 anni possono donare cellule staminali emopoietiche da cordone ombelicale, ma solo dopo aver preso visione e accettato il consenso informato.

 

La legge affida un ruolo di primo piano alle associazioni e alle federazioni dei donatori. In particolare ne riconosce la funzione civica e sociale, di promozione dei valori umani e di solidarietà "che si esprimono nella donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita del sangue e dei suoi componenti" come si legge nell’articolo 7.  

 

Le federazioni e le associazioni dei donatori concorrono anche ai fini istituzionali del Servizio Sanitario Nazionale con la promozione e lo sviluppo della donazione organizzata di sangue e la tutela dei donatori. Le novità interessano anche il settore trasfusionale nazionale e regionale, che è stato riformato in senso federalista.

 

La riorganizzazione del settore è tra le principali finalità della legge del 2005. Queste ultime riguardano in particolare 

  • il raggiungimento dell’autosufficienza regionale e nazionale della raccolta di sangue, emocomponenti (globuli bianchi e rossi, piastrine e plasma) e farmaci emoderivati (specialità medicinali che vengono estratte dal sangue derivanti dal plasma attraverso un processo di lavorazione industriale)

  • la tutela della salute dei cittadini con l’attuazione dei più alti livelli di sicurezza in tutto il processo: dalla donazione alla trasfusione del sangue

  • l’uniformità del servizio trasfusionale su tutto il territorio nazionale

Per migliorare e coordinare il settore delle trasfusioni è stato istituito il centro nazionale sangue che fa capo all’Istituto Superiore di Sanità.

Tema correlato

La donazione del sangue

 

Link consigliato

La legge numero 219 del 21 ottobre 2005