Al pronto soccorso si devono rivolgere le persone che hanno bisogno di un intervento urgente o di emergenza, come situazioni di malori improvvisi, traumi o emorragie, non risolvibile dal medico di famiglia o dal pediatra.
Il servizio deve essere presente in tutti gli ospedali, deve essere garantito 24 ore su 24 e deve prestare cure rapide che affrontino l'emergenza. In seguito, il medico valuta la gravità della situazione e decide se è opportuno dimettere la persona, trasportarla gratuitamente in altre strutture ospedaliere oppure ricoverarla in uno specifico reparto.
L'ordine di accesso agli ambulatori del Pronto Soccorso rispecchia non l'ordine di arrivo, ma la gravità delle condizioni di salute delle persone, che viene valutata da infermieri appositamente preparati. Il sistema adottato viene chiamato col termine francese "triage", ed indica l'assegnazione, a ciascun cittadino che richiede il soccorso, di un codice d'accesso, contraddistinto da un particolare colore:
La normativa nazionale (Legge n. 106 del 2011) prevede che, per interventi rientranti nel codice bianco, sia dovuto un ticket di 25 euro, salvo diversa disposizione a livello regionale.
In genere, i parenti o gli accompagnatori sono ammessi all'interno del Pronto Soccorso solo se il paziente è un bambino o se il medico lo ritiene necessario. Se la persona malata viene messa sotto osservazione in un letto in una stanza separata, può avere la compagnia di una persona esterna, parente o amico.
All'uscita dal pronto soccorso è importante richiedere copia della documentazione degli esami clinici e delle prestazioni sanitarie ottenute. Se l'arrivo al pronto soccorso è seguito da un ricovero in una struttura ospedaliera, la stessa documentazione diventa parte integrante della cartella clinica.
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