Acqua da bere potabile e "pulita": è essenziale che ciò che beviamo non sia contaminato da microrganismi potenzialmente portatori di infezioni. È un'esigenza sentita, in particolare, da chi si trova in viaggio in uno dei tanti paesi tropicali con inadeguati sistemi di igiene e di distribuzione delle acque. Ecco alcuni semplici accorgimenti per disinfettare l’acqua da bere, se non si è sicuri della sua provenienza.
Oltre che ad eliminare i microrganismi patogeni, la purificazione dell'acqua deve mirare anche a rimuovere il materiale organico ed inorganico di altra natura ed eventuali inquinanti industriali potenzialmente pericolosi.
Il processo che porta ad ottenere un’acqua potabile consiste di tre passaggi successivi, la chiarificazione, la purificazione e la disinfezione.
Il metodo più semplice per ridurre la torbidità e rimuovere le particelle di maggiori dimensioni è quello di lasciare per almeno un ora l'acqua ferma, in modo che le particelle sospese possano sedimentare, cioè depositarsi sul fondo per gravità.
La purificazione consiste nella rimozione delle sostanze organiche ed inorganiche, in modo da migliorare le caratteristiche "organolettiche" (sapore, odore) dell'acqua. Essa può essere ottenuta mediante l'impiego di carbone attivato (quello utilizzato nella maggior parte dei filtri portatili), il quale permette di ridurre notevolmente le sostanze organiche e gli inorganici chimici. I filtri vanno usati seguendo le istruzioni, curandone in particolare la manutenzione.
La disinfezione è quella parte di trattamento che consente di rendere l'acqua potabile, riducendo i germi patogeni ad un livello accettabile. Esistono diversi metodi applicabili.
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