Previdenza

Pensionati e previdenza

Lavoratori italiani all'estero

L'Italia ha stipulato, con alcuni paesi stranieri che hanno registrato una forte emigrazione, delle apposite convenzioni internazionali volte ad estendere agli italiani all'estero i benefici di sicurezza sociale previsti nel nostro Paese.
Tale normativa internazionale si basa sul principio della parità dei trattamenti sociali sia per l'italiano all'estero sia per lo straniero in Italia.

Con quali Paesi

  • Paesi della UE (Unione Europea):
    Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Regno Unito, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Finlandia e Svezia.
  • Altri Paesi europei:
    Austria, Islanda, Liechtenstein, Svizzera e Norvegia.
  • Altri Paesi:
    Argentina, Australia, Brasile, Canada, Isole di Capo Verde, Jersey e Isole del Canale, Isola di Man, Croazia, Slovenia, Bosnia Erzegovina, Macedonia, Repubblica Federale di Jugoslavia, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stati Uniti d'America, Tunisia, Uruguay, Venezuela, Repubblica di San Marino, Svizzera, Turchia.

Per chi ha lavorato all'estero e ha versato i contributi in un altro Paese, oltre che in Italia, c'è una normativa che regola questa posizione. In tal caso ogni paese liquida la prestazione in base alla propria legislazione nazionale. Il diritto alla pensione si valuta considerando i contributi versati presso tutti gli stati, purchè non sovrapposti. 

La pensione liquidata sulla base dei periodi assicurativi italiani ed esteri può dare diritto, se necessario, all'integrazione al trattamento minimo, oppure può eliminare tale diritto.
Ricordiamo che gli accordi bilaterali in tema di sicurezza sociale, stipulati tra Unione Europea e Svizzera, hanno, come conseguenza, l'impossibilita per i lavoratori che rientrano dalla Svizzera nel nostro Paese di trasferire in Italia la contribuzione maturata in Svizzera (come era previsto dalla precedente convenzione).

Tema correlato

Il trattamento minimo

Link consigliato
Inas Cisl