Le Casse di previdenza sono gli enti previdenziali di riferimento per i liberi professionisti. Esse hanno come principale attività quella di riscuotere e gestire i contributi previdenziali e assistenziali dei propri iscritti:
I professionisti iscritti agli Albi professionali sono obbligati ad iscriversi alla propria Cassa di riferimento e a versare regolarmente i contributi previdenziali richiesti. Chi svolge una professione non rappresentata da una Cassa autonoma è invece obbligato ad iscriversi alla Gestione separata dell’Inps.
Normalmente, il professionista è tenuto a pagare annualmente una quota di contributi calcolata in percentuale rispetto al proprio reddito ("contributo soggettivo"). Ad essa si aggiunge il "contributo integrativo", un'altra quota di importo minore, che va aggiunta ad ogni fattura e viene versata dal cliente del professionista. Recentemente è stato anche introdotto il "contributo di maternità", aggiuntivo rispetto agli altri due, che serve a pagare l'indennità di maternità cui hanno diritto le professioniste in caso di nascita di un figlio. Se il reddito è al di sotto di una certa soglia, la persona è comunque tenuta a pagare una quota minima, sia per il contributo soggettivo, sia per quello integrativo.
Le Casse di previdenza, pur essendo autonome e finanziate in toto dai propri iscritti, sono sottoposte alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Le norme di riferimento sono: la Legge n. 537 del 1993, il Decreto legislativo n. 509 del 1994, la Legge n. 335 del 1995, il Decreto legislativo n. 103 del 1996 e la Legge n. 111 del 2011 (quest'ultima solo per ciò che riguarda i professionisti già pensionati).
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