Con il termine mobilità si indica il licenziamento collettivo, che il datore di lavoro può adottare in presenza di specifiche condizioni, previste dalla legge 223/91.
Possono chiedere la mobilità:
Le imprese devono preventivamente informare le rappresentanze sindacali aziendali e i sindacati maggiormente rappresentativi. L'informazione deve riguardare i motivi che impediscono l'adozione di strumenti alternativi al licenziamento.
Secondo la Manovra economica 2011 (l. 101/2011) viene concesso un trattamento aggiuntivo a chi non può usufruire dell'indennità di mobilità, ma si trovasse in una condizione di disoccupazione. Il compenso previsto è pari alla differenza tra il trattamento di disoccupazione spettante e l'indennità di mobilità, per un numero di mesi pari alla durata dell'indennità di disoccupazione: la modifica riguarda i lavoratori non destinatari dell'indennità di mobilità, in caso di licenziamento o di cessazione del rapporto di lavoro
Il datore di lavoro, al termine della procedura, deve individuare i lavoratori da collocare in mobilità, in relazione alle esigenze tecnico produttive dell'azienda. A seguito della messa in mobilità, il lavoratore viene iscritto in un'apposita lista, che gli garantisce una particolare tutela economica e preferenziale nel ricollocamento sul mercato del lavoro.
Oltre al vantaggio del ricollocamento, la mobilità garantisce al lavoratore un'indennità di mobilità. L'indennità è pari al trattamento di Cassa integrazione, e cioè l'80 per cento dello stipendio lordo, fino ad un tetto massimo, che viene stabilito di anno in anno, a seconda dell'andamento del costo della vita. Il lavoratore viene sospeso dalla mobilità quando viene assunto a tempo determinato o a tempo parziale, mentre viene cancellato dalle liste di mobilità quando viene assunto con contratto a tempo indeterminato.
Il lavoratore può richiedere l’indennità di mobilità solo se sia in possesso di un contratto continuativo a tempo indeterminato e se aveva raggiunto una anzianità aziendale di almeno 12 mesi. L’indennità è erogata dall’Inps, ma concorrono al finanziamento delle prestazioni di mobilità anche le imprese rientranti nel campo di applicazione della Cassa integrazione guadagni straordinari (Cigs).
Nella modulistica per richiedere all'Inps l'indennità di mobilità, è inclusa anche una dichiarazione di immediata disponibilità (Did) al lavoro o ad un percorso di riqualificazione professionale, sottoscrivendo la quale la lavoratrice o il lavoratore si impegna ad accettare un'eventuale nuova occupazione - che gli garantisca uno stipendio non molto inferiore al precedente e in un luogo non troppo lontano dalla sua abitazione - oppure un percorso di riqualificazione professionale.
Se si rifiuta di firmare una Did, oppure non accetta un impiego o un percorso di formazione congrui, perde il diritto all'indennità.
I lavoratori iscritti nelle liste di mobilità possono essere assunti con contratti di somministrazione (cioè quello che veniva chiamato lavoro interninale o in affitto).
Non possono essere collocati in mobilità i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato, gli apprendisti, i lavoratori che svolgono attività stagionali, quelli che hanno diritto alla pensione di anzianità.
I titolari di assegno di invalidità possono optare per l'assegno o per la mobilità.
Lavoro: diritto a mobilità anche a dipendenti studi professionali