Lavoro

Il lavoro parasubordinato

La pensione per i parasubordinati

I lavoratori parasubordinati sono tutelati da una specifica forma di previdenza obbligatoria. L’iscrizione alla gestione separata Inps, in cui vengono convogliati i contributi di tali lavoratori, serve a finanziare l'indennità di maternità, l'assegno per il nucleo familiare, l’indennità di malattia e di degenza ospedaliera.

La misura del contributo dipende dalla posizione previdenziale dei lavoratori interessati (collaborazione coordinata e continuativa o a progetto, attività professionale, lavoro autonomo occasionale con reddito annuo superiore a 5.000 euro, vendita a domicilio con reddito annuo superiore a 5.000 euro, associazione in partecipazione, titolari di borsa di studio per dottorato di ricerca, titolari di assegno di ricerca, medici in formazione specialistica). Vediamo le aliquote contributive per il 2011:

  • per i soggetti senza altra copertura previdenziale obbligatoria il contributo è stato fissato al 26,72 per cento, per due terzi a carico dell'azienda e per un terzo a carico del lavoratore;
  • per collaboratori e professionisti iscritti anche ad altre forme di previdenza obbligatoria, titolari di pensione diretta, titolari di pensione di reversibilità, l’aliquota contributiva è del 17 per cento.

Ricordiamo che i lavoratori parasubordinati, iscritti alla gestione separata, che hanno svolto attività di lavoro autonomo sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, prima del gennaio 1996, hanno la facoltà di riscattare fino ad un massimo di cinque anni di collaborazione, limitatamente, però, ai periodi privi di copertura contributiva. È prevista, infine, anche la possibilità del riscatto della laurea conseguita dopo il 1996.

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