Il contratto con partita Iva è una particolare forma di gestione retributiva e fiscale riservata ai lavoratori autonomi, come ad esempio i liberi professionisti, i consulenti, i collaboratori.
Per aprire la partita Iva ci si deve rivolgere all'Ufficio delle Entrate competente per territorio. Il lavoratore può scegliere tra diversi regimi contabili: dal più semplice, quello forfettario, adatto a chi inizia un’attività e presume un volume d’affari molto basso, al più complesso, di contabilità ordinaria, e deve essere assistito nella gestione della contabilità da un consulente per le incombenze richieste dalla legge.
I lavoratori con questo tipo di contratto, eccetto i liberi professionisti iscritti agli Albi professionali, devono iscriversi alla Gestione Separata Inps e versare ogni mese una quota di contributi previdenziali, proporzionale al proprio fatturato, e devono anche essere assicurati all’Inail. L’iscrizione alla Gestione Separata da diritto ad alcune prestazioni erogate dall’Inps, come: l'indennità di maternità; l'indennità di malattia solo in caso di ricovero ospedaliero; l'assegno per il nucleo familiare.
L'apertura della partita Iva comporta delle spese di gestione, che consistono nella consulenza di un commercialista (a meno che non si voglia fare tutto da soli, ma non è facile). In compenso, è possibile risparmiare l'Iva su tutti gli acquisti legati all’attività che si svolge, deducendola dall'Iva da versare.
Tutte le spese vanno regolarmente documentate con una fattura. Titoli d'acquisto non intestati, cioè anonimi, come gli scontrini fiscali o i biglietti del treno, non sono validi. Le spese deducibili si dividono in tre categorie:
Ogni volta che vuole farsi pagare, il professionista con partita Iva deve emettere una fattura. Ecco le principali regole da seguire:
Il calcolo della fattura dipende dal regime previdenziale cui è soggetto il professionista (Gestione Separata, Cassa di previdenza). Se "imponibile" è la cifra pattuita per il lavoro, ecco come si calcolano le varie voci:
I professionisti in regime dei minimi non devono inclidere l'Iva. Per cui il loro calcolo sarà:
L'Iva ricevuta dal professionista va versata al fisco ogni trimestre, tramite il modello F24, dopo aver dedotto l'Iva di eventuali acquisti effettuati. La scadenza è di solito il 15 del 2 mese successivo a quello del trimestre (es: per il 1 trimestre, il 15 aprile).
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