L'Irap (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) è una tassa a carico delle imprese, di entità proporzionale al loro fatturato. Il suo gettito serve principalmente a finanziare la spesa sanitaria delle Regioni.
Devono pagare l'Irap i seguenti soggetti:
L'Irap si determina in percentuale in base al fatturato. La base imponibile si determina in maniera differente a seconda che il soggetto passivo sia: un'impresa commerciale; un produttore agricolo; un ente non commerciale o un ente pubblico; una banca o un'assicurazione.
Per le imprese, ad esempio, la base imponibile è data dalla differenza tra il valore della produzione e il costo della produzione stessa. I costi vanno considerati con le stesse regole di deduzione previste dalla normativa Irpef e Ires.
L'importo da versare si ottiene applicando alla base imponibile, detta "Valore della produzione netta", una certa aliquota fissata per legge su base nazionale, che le singole Regioni possono aumentare al massimo di un punto percentuale. Dal 2008 l'aliquota base è del 3,90 per cento per le imprese e dell'8,50 per cento per le Amministrazioni pubbliche.
Il versamento deve essere effettuato entro le scadenze previste per le imposte sui redditi, utilizzando il modello F24, in banca, alla posta o presso gli sportelli dei concessionari del servizio di riscossione dei tributi.
Tutti i soggetti tenuti a versare l'Irap devono presentare ogni anno una dichiarazione. Dal 2009 la dichiarazione Irap non deve essere più presentata all’interno di Unico, ma trasmessa in via telematica in forma autonoma: è poi compito dell’Agenzia delle Entrate inviare la dichiarazione alle Regioni e Province autonome. La trasmissione all'Agenzia delle Entrate può anche essere effettuata tramite intermediari abilitati come i Caf.
Persone fisiche e società devono presentare la dichiarazione (modello Irap) entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.
La presentazione in ritardo, entro 90 giorni dal termine, comporta il pagamento di una sanzione da 258 a 1.032 euro, che può aumentare fino al doppio per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili. Anche in questo caso vale però la regola del ravvedimento: se si versa spontaneamente, l'importo è ridotto (25 euro).
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