Premessa: i contenuti che seguono sono stati oggetti di modifica da parte della Legge n. 111 del 2011 (Manovra correttiva), che ha stabilito un taglio indifferenziato di tutti i regimi di esenzione fiscale, del 5 per cento per il 2013 e del 20 per cento a decorrere dal 2014. Le norme di attuazione saranno definite da appositi Decreti, di cui daremo conto al momento della loro pubblicazione.
La normativa consente ai contribuenti di fruire di detrazioni d'imposta per il coniuge, i figli o gli altri familiari a carico.
Ognuno dei genitori - se sono in due - usufruisce di metà delle detrazioni, senza la possibilità di scelta per convenienza economica (cioè non può accollarsi le detrazioni il genitore che guqadagna di più). In caso di genitori separati o divorziati, usufruisce delle detrazioni chi ha in carico i figli. Secondo il "Decreto Sviluppo" (varato il 5 maggio 2011), a partire dalla dichiarazione dei redditi 2012, non ci sarà più l'obbligo di comunicare al sostituto d'imposta (il datore di lavoro) l'aggiornamento dei carichi di famiglia per i quali si ha diritto a detrazioni, se non ci sono variazioni rispetto all'anno precedente. Sarà il fisco stesso ad effettuare i controlli necessari.
Sono considerati familiari fiscalmente a carico i membri della famiglia che, nel 2011, non hanno avuto redditi o hanno avuto un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.
Possono essere considerati comunque a carico, anche se non conviventi con il contribuente, oppure residenti all’estero:
Ci sono poi gli "altri familiari", che possono essere considerati a carico, a condizione che convivano con il contribuente:
Per il coniuge a carico è prevista una detrazione massima di 800 euro, in caso di redditi complessivi non superiori a 15 mila euro. Per i redditi tra 15 mila e 40 mila, la detrazione è variabile tra i 690 e i 720 euro. Per redditi superiori, l'importo della detrazione cala proporzionalmente, fino ad arrivare a 0 per i redditi da 80 mila euro in su.
Per i figli a carico, il Fisco consente, come criterio generale, di detrarre 800 euro a figlio, con alcuni correttivi, dipendenti dalle caratteristiche dei figli stessi, dal loro numero e dal reddito.
Per ogni figlio con meno di 3 anni d'età, ad esempio, si possono detrarre 900 euro. Se il figlio è disabile, si aggiungono ulteriori 220 euro di detrazione.
Le famiglie numerose vengono premiate. Nel caso in cui i figli a carico siano più di tre, infatti, le stesse detrazioni sono aumentate di 200 euro per ciascun figlio.
In realtà, tali cifre sono solo teoriche, perché ad esse va detratto un importo che cresce col crescere del reddito, finché non si arriva ad una certa cifra, oltre la quale non si ha diritto ad alcuna detrazione: 95 mila euro per un figlio, 110 mila per 2 figli, 125 mila per 3 figli, 140 mila per 4 figli, 155 mila per 5 figli.
La detrazione massima prevista per ogni altro familiare a carico è di 750 euro, proporzionalmente al reddito, fino ad 80 mila euro annui di reddito imponibile, utilizzando la seguente formula:
750 x (80.000 – reddito complessivo)/80.000
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