La successione legittima interviene solo in mancanza di un testamento. In questo caso è la legge che stabilisce le persone a cui va l'eredità, individuandole tra i congiunti più stretti del defunto secondo un preciso ordine di precedenza, determinato dall'intensità del vincolo di parentela.
Subentrano nel patrimonio ereditario quindi:
Per quanto riguarda la successione legittima del coniuge, vediamo di seguito cosa può accadere, se il marito o la moglie vedovi non sono gli unici ereditieri viventi:
Al coniuge è riconosciuto per legge il diritto di abitare per tutta la vita la casa coniugale anche se di proprietà di altri eredi e di usare i mobili che l'arredano. Il coniuge separato cui è stata addebitata la separazione è escluso dalla successione, ma se a questo venivano corrisposti dal defunto gli alimenti, il diritto all'assegno alimentare sarà a carico dell'eredità. Il divorzio, sciogliendo il vincolo matrimoniale, annulla ogni diritto successorio dell'ex coniuge.
Infine lo Stato interviene in mancanza di parenti entro il sesto grado ed è "erede necessario" in quanto non può rinunciare all'eredità. Risponde dei debiti ereditari nel limite del valore dei beni acquisiti. Sono esclusi dalla successione legittima gli affini. Se gli eredi legittimi sono già deceduti al momento di ereditare, interviene l'istituto della rappresentazione: essi sono cioè sostituiti dai loro discendenti diretti.
A partire dal 20 marzo 2011, per tutte le controversie legate alla procedure ereditarie, prima di procedere con la giustizia ordinaria, è obbligatorio avvalersi della procedura di mediazione civile.
Chi eredita se non c'è testamento
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L’adozione di un maggiorenne