Famiglia

Le nuove famiglie

Figli "mammoni"

Negli ultimi anni i giovani trentenni che non si sposano e continuano a stare a casa con mamma e papà sono sempre più spesso al centro dell’attenzione del dibattito politico e sociale. Ci si interroga infatti sui motivi che spingono questi giovani adulti a non allontanarsi dalla casa paterna per mettere su famiglia e trovare una propria dimensione autonoma e indipendente.

Molti trentenni italiani hanno così acquisto la fama dei più "mammoni" d’Europa, insieme ai coetanei spagnoli, portoghesi e greci. Molto diversa la situazione nel nord dell’Unione Europea dove ci si allontana presto dalla famiglia di origine e si va a vivere da soli, con il partner o con il proprio marito o al propria moglie.

Le statistiche parlano chiaro in proposito. L’indagine Istat 2010 sui matrimoni celebrati nel 2008 nel nostro paese conferma che si convola a nozze sempre meno e sempre più tardi. La media di età è 33 anni per gli uomini e 30 per le donne con una media di 6 anni in più rispetto a quanto accadeva intorno alla metà degli anni ’70. Rispetto a quell’epoca anche il numero dei matrimoni celebrati si è ridotto del 50%.

A commento dei dati diffusi l’Istat sottolinea che il rinvio delle prime nozze è, in larga misura, la conseguenza della sempre più prolungata permanenza dei giovani nella famiglia di origine. Numerose sono le interpretazioni fornite per spiegare questo fenomeno: l’aumento diffuso della scolarizzazione e l’allungamento dei tempi formativi, le difficoltà che incontrano i giovani nell’ingresso nel mondo del lavoro e la condizione di precarietà del lavoro stesso, le difficoltà del mercato delle abitazioni. Condizioni sempre più stringenti per la decisione di formare una famiglia e sempre più considerate vincolanti sia per gli uomini sia per le donne.

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Istat – il matrimonio in Italia