Si convive a volte per scelta, a volte per necessità, altre ancora per prova. A volte lo si fa per brevi periodi, come ad esempio nel caso degli studenti fuori sede. Qualunque sia il motivo, numerose coppie, in Italia, preferiscono al matrimonio questa forma di vita in comune. Si tratta di un fenomeno recente, per l'Italia, anche se in forte crescita, mentre in altri Paesi, soprattutto quelli scandinavi, è una realtà ormai da tempo consolidata. Alcuni tipi di coppie, come quelle omosessuali, sono invece obbligati alla sempolice convivenza, non essendo previste fome ufficiali di unione civile.
I dati statistici sulla popolazione testimoniano quanto siano stati grandi, negli ultimi decenni, i cambiamenti in rapporto al matrimonio e la famiglia. Ad esempio:
Al momento in Italia la convivenza non è disciplinata da specifiche norme. Al fine di tutelare le unioni naturali, comprese quelle tra persone dello stesso sesso, in alcuni Comuni italiani è stato istituito il Registro delle unioni civili. Tra i Comuni pionieri di questa tendenza va ricordato Empoli (Fi), il primo in assoluto nel 1993, seguito da Cogoleto (Ge), Pisa, Firenze, Voghera (Pv), Arezzo e Scandicci (Fi). Attualmente, in un certo numero di Comuni è stato istituito ed è fisicamente presente il Registro. Tra di essi ci sono diversi capoluoghi di Provincia, come Firenze, Perugia, Trento, Bolzano, Livoro, Pistoia e Terni.
Ma la registrazione anagrafica della convivenza - oltre a costituire una prova della convivenza, valida ai fini giudiziari - ha prevalentemente un significato simbolico, a meno che il singolo Comune non decida di aggiungere a tale valore dei diritti reali: ad esempio, accesso agli alloggi popolari.
Pur essendo un rapporto dal quale non derivano diritti e doveri a livello giuridico, la convivenza può però incidere sulla regolamentazione economica tra due coniugi separati o divorziati: chi convive con una persona e percepisce un assegno di mantenimento, ad esempio, può perdere questo diritto se la persona con cui convive provvede al suo mantenimento.
Il matrimonio è sempre stato, tipicamente, la scelta di tutta la vita. Non si può dire lo stesso della convivenza, ma quando due persone decidono di vivere nella stessa casa, che siano sposati o meno, compiono comunque un passaggio molto importante. Convivere è bello, ma non è per niente facile, perché ciascuno è chiamato a compromessi quotidiani su ogni dettaglio della vita pratica.
Interessante, a tal proposito, può risultare questo decalogo delle raccomandazioni per chi intraprende una convivenza:
(La lista è stata rielaborata da un articolo pubblicato dalle psicologhe Federica Leva e Sabrina Sozzani sul sito Style.it)
Non bisogna infine dimenticare che la convivenza (così come il matrimonio) ha un effetto in genere negativo, rispetto al desiderio sessuale, a meno che non si sia costantemente attenti a mettere sempre in gioco la parte di se stessi più creativa e vitale.
I diritti negati delle coppie di fatto
Diritti e doveri dei coniugi
Censimento: verranno contati anche i gay, istruzioni per l'uso
Arcigay - Elenco dei Registri delle Unioni Civili
Famiglie Arcobaleno - Associazione Genitori Omosessuali