I genitori che hanno figli portatori di un handicap grave possono avere particolari agevolazioni.
Se i figli disabili sono minori, hanno diritto al prolungamento dell'astensione dal lavoro, il cosiddetto congedo parentale, con un’indennità del 30%, oppure a due ore di permesso giornaliero retribuito fino al compimento dei 3 anni del figlio disabile. Queste agevolazioni sono revocate se il ragazzo disabile è ricoverato a tempo pieno in un istituto specializzato.
Il diritto al congedo parentale è riconosciuto al genitore anche nel caso in cui l’altro genitore non ne abbia diritto. Non si richiede la convivenza, né l'assistenza esclusiva e continuativa. Il congedo parentale ordinario e quello speciale, sia come prolungamento dell'assenza, sia come riduzione dell'orario di lavoro, sono compatibili. La riduzione dell’orario inizia quando termina il periodo del congedo parentale ordinario. Il congedo speciale può essere utilizzato anche alternativamente, ma non cumulativamente, dai due genitori. L'alternativa è limitata al secondo e terzo anno di vita del figlio.
Se il minore ha un'età compresa tra i tre e i diciotto anni, i genitori possono usufruire mensilmente di tre giorni di permesso retribuito, ma questo periodo deve essere ripartito tra i due genitori se entrambi sono dipendenti. In presenza di figli disabili maggiorenni si può usufruire dello stesso periodo di permessi mensili, ma in questo caso il diritto viene riconosciuto
La sentenza della Corte Costituzionale numero 233 del 2005 ha stabilito che i permessi possono essere estesi ai fratelli non solo in caso di decesso dei genitori, ma anche se quest’ultimi sono inabili e quindi non possono occuparsi del figlio disabile.