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Giugno 2009 - La popolazione italiana invecchia progressivamente e sempre più. Lo afferma, dati alla mano, l’Istat nel suo rapporto annuale 2009 che come di consueto fotografa la realtà del Bel Paese. Se nel 2007 si è registrato un ulteriore incremento del grado di invecchiamento della popolazione, al 1° gennaio 2009 l’indice di vecchiaia, cioè il rapporto tra la popolazione con 65 anni e oltre e quella con meno di 15 anni, è stato pari al 142,8 per cento con un costante aumento rispetto agli anni precedenti: 141,7 per cento per il 2007, 137,8 per cento per il 2005 e 139,9 per cento per il 2006.
S’invecchia in tutte le regioni d’Italia ma in misura differente: al Centro e nel Mezzogiorno l’indice di vecchiaia è pari rispettivamente al 162,2 per cento e al 113 per cento. Nel Centro-Nord invece si attesta sul 160 per cento, mentre nel Nord-Ovest e nel Nord-Est è rispettivamente 161,7 e 155,4 per cento. L’unica regione che ancora presenta un’eccedenza di giovani rispetto agli anziani è la Campania dove l’indice di vecchiaia è inferiore a 100.
Il progressivo invecchiamento della popolazione italiana è anche visibile attraverso l’analisi dell’indice di dipendenza degli anziani e della vita media, che sono in costante aumento negli anni. Il primo, che misura il peso della popolazione anziana (65 e oltre) su quella in età attiva (15-64), nel 2006 è arrivato al 51,6 per cento; la vita media invece, è di 84 anni per le donne e 78,3 anni per gli uomini. Tutto è conseguenza della costante riduzione dei rischi di morte a tutte le età della vita.
A livello internazionale quindi l’Italia si colloca, anche per il 2008, tra i paesi più longevi. Le marche sono la regione in cui si vive più a lungo, mentre la Campania è quella in cui i valori sono più bassi.
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