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"Vivere per raccontarla" di G. Garcia Marquez

Il libro di Gabriel Garcia Marquez "Vivere per raccontarla" ha davvero qualcosa di particolare, è l’autobiografia del popolare scrittore. Gli anni dell’infanzia e della gioventù di "Gabo" si intrecciano con le sue opere letterarie, in un libro in cui realtà, storia, magia e immaginazione si fondono ricreando quel clima suggestivo tanto caro a chi ama la sua opera.
 

Vivere per raccontarlaIl libro trasporta il lettore in una dimensione immaginaria, raccontando i misteri della sua infanzia, che fortemente hanno influenzato "Cent’anni di solitudine". La vita vissuta sulla costa caraibica della Colombia, in una realtà fatta di credenze popolari e riti magici in un’atmosfera quasi miracolosa a contatto delle donne della sua famiglia, figure enigmatiche e tutelari.

La sorella che mangiava terra di nascosto, la zia che cuciva il suo lenzuolo mortuario e morì il giorno dopo averlo terminato. E ancora il nonno e i suoi genitori, tutte figure suggestive che regalano a questo libro la sua caratteristica principale: essere, come lo ha definito lo stesso Màrquez, il romanzo di una vita.

 

Il lettore riconosce tra le righe di questo volume sprazzi di personaggi che hanno illuminato "Cent’anni di solitudine", "L’amore ai tempi del colera" e " Cronaca di una morte annunciata". Sorprende accorgersi di quanto anche la vita di "Gabo" sia stata così simile ai suoi romanzi e si intrecci con il mondo fantastico della sua opera. Scoprire gli anni della formazione artistica, trascorsi in ghetti, vicoli, bordelli e locali malfamati di Barranquilla, Cartagena de Indias, Bogotà. In "Vivere per raccontarla" si respira il realismo magico di tutti i libri di Marquez ma si svela quel lato sconosciuto e suggestivo di uno dei più grandi scrittori del ventesimo secolo.

 

Gabriel Garcia Màrquez è nato nel 1928 a Aracataca un paese colombiano nei pressi della costa caraibica. Ha sempre definito la sua "un’infanzia di prodigi" in "case piene di fantasmi". Nel 1936, dopo la morte del nonno, entra in collegio, poi intraprende senza vocazione gli studi di legge che però abbandona quasi subito. Nel 1948 inizia a scrivere come giornalista per "El Universal" e per diversi altri giornali colombiani. Il giornalismo rimane per sempre la sua grande passione. In questi anni pubblica i suoi primi racconti.

Dopo un reportage denuncia che gli crea non pochi problemi, il giornale lo invia in Europa. A Roma si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia. Si trasferisce a Parigi fino al 1958 quando ritorna in Colombia e sposa Mercedes Barcha. Sono gli anni della rivoluzione cubana e di Fidel Castro che chiama lo scrittore a Cuba per affidargli un’agenzia di notizie. Si trasferisce in Messico dove nascono i suoi due figli. I primi anni 60 sono dedicati alla stesura di soggetti e sceneggiature per il cinema. Dal 1966 al 1968 data in cui viene pubblicato Màrquez si dedica interamente alla stesura di "Cent’anni di solitudine" che da il via a lungo periodo di successi e riconoscimenti che culminano con il premio Nobel nel 1982.  

Vivere per raccontarla

autore Gabriel Garcia Màrquez

editore Mondadori

pagine 540

prezzo euro 18,60