Molto spesso nei contratti telefonici sono inserite delle clausole vessatorie, che determinano uno squilibrio tra i diritti ed obblighi delle parti e quindi non devono essere applicate.
La Camera di Commercio di Milano ha individuato 15 clausole che il consumatore può contestare. Vediamole insieme.
1 - L’efficacia del contratto? Il gestore non deve poterla rimandare fino a quando non abbia controllato la solvibilità del cliente
2 - Per l’addebito automatico in conto corrente bisogna tutelare di più il "potere di contrordine" dell’utente
3 - Obbligo di prestare cauzione? Meglio ritrasferire ai consumatori il beneficio finanziario netto di questi depositi
4 - Le condizioni di contratto, delle tariffe e delle caratteristiche tecniche del servizio debbono essere specificate meglio
5 - L’utente contesta una fattura? Fargli pagare solo la parte incontestabile
6 - Il termine per il reclamo dovrebbe decorrere dal giorno di ricezione della fattura e non dalla data di emissione della stessa
7 - Il contratto non deve ammettere tariffe modificabili ("tariffe di volta in volta in vigore")
8 - Rilevazioni del contatore come prova? Si perché il consumatore si può difendere
9 - Il gestore deve prevedere un termine di durata minima del contratto e comunicarlo al consumatore
10 - Va bene che il danno risarcibile abbia una limitazione forfetaria. Ma il consumatore dovrebbe avere diritto a provare il maggior danno
11 - Qualcuno utilizza il vostro telefono in modo abusivo? La responsabilità non è del consumatore
12 - Il gestore non potrà cedere il contratto senza garanzia della tutela dei diritti del consumatore
13 - Il Foro competente in caso di controversie è quello in cui il consumatore ha la propria residenza
14 – Se l’utente è moroso la sospensione del servizio dovrà essere limitata all’utenza in mora
15 - Le condizioni contrattuali devono essere redatte in modo chiaro e stampate in caratteri leggibili
Per qualsiasi contenzioso il consumatore può fare riferimento al Codice del Consumo, che riunisce in un unico testo le norme relative alla disciplina del consumo.
Per tutelare i consumatori, il decreto Bersani sulle liberalizzazioni ha introdotto la possibilità da parte degli utenti di recedere dal contratto in qualsiasi momento, senza spese ingiustificate e senza l'obbligo di preavviso superiore ai 30 giorni. Questo per evitare che alcuni operatori impongano la fornitura del servizio per 12 mesi.
Link consigliato
Il Codice del consumo (in formato .pdf)