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Caparra: che cos'è e quando si versa

Quando si prenota una vacanza, un albergo o qualsiasi servizio o bene, è consuetudine lasciare al commerciante un acconto. La richiesta è legittima, ma a quanto deve ammontare la somma?

Vediamo i consigli dell’Unione nazionale consumatori:

  • non esiste un limite per legge, quindi valgono gli usi e consuetudini locali, che sono raccolti e pubblicati dalle Camere di commercio di ogni provincia;
  • in generale non deve superare il 25 per cento del prezzo complessivo;
  • l'unica norma di legge che prevede l’entità dell’acconto è quella che regola l’acquisto dei pacchetti-vacanza (Decreto legislativo numero 111 del 17 marzo 1995), che stabilisce, appunto, che non può superare il 25 per cento;

Occorre inoltre prestare attenzione a come viene chiamato l'acconto. Possono esistere tre diversi tipi di caparra:

  • caparra confirmatoria. In questo caso se l’acquirente ci ripensa e dà disdetta, non solo perde la caparra, ma potrebbe essere chiamato anche a risarcire al venditore il danno del mancato guadagno;
  • caparra penitenziale. In caso di ripensamento, l’acquirente perde solo la somma che ha anticipato e non è tenuto all’eventuale risarcimento del danno;
  • acconto o anticipo. In caso di disdetta può essere restituita se la controparte non ha subito un danno e se l’impegno contrattuale non è irrevocabile.
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