Dal primo gennaio 2012, come previsto dalla Legge n. 214 del 2011 ("Salva Italia"), non è più possibile effettuare pagamenti in contanti per spese superiori ai 1.000 euro. La norma, varata soprattutto per contrastare evasione e riciclaggio di denaro, riguarda il pagamento sia di merci che di servizi e sostituisce in pieno il precedente tetto massimo fissato a 2.500 euro. Il limite dei 1.000 euro si applica anche alla somma di più trasferimenti, se questi possono essere considerati come "un'operazione unitaria sotto il profilo economico".
Il limite vale solo per trasferimenti di denaro tra soggetti diversi. Non si applica, perciò, ai prelievi ed ai versamenti di contanti allo sportello bancario compiuti dallo stesso titolare del conto.
Il vincolo riguarda anche le amministrazioni pubbliche: le pensioni, ad esempio, possono essere pagate in contanti solo se inferiori a 1.000 euro, ma questo tipo di vincolo si applica solo a partire dal primo luglio 2012.
Chi non rispetta il limite dei 1.000 euro, se segnalato alle autorità, può essere soggetto ai controlli dell'agenzia delle Entrate.
Per effettuare pagamenti superiori a 1.000 euro si deve ricorrere a sistemi tracciabili, quali: carta di credito e bancomat, pagamenti on line, bonifici e assegni non trasferibili.
La tracciabilità dei pagamenti superiori ai 1.000 euro è resa possibile da numerosi strumenti. Il fisco può controllare i nostri movimenti bancari e verificare gli spostamenti di denaro. Ecco come:
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