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Qualità alimentare

L'etichetta dei prodotti alimentari

Nel fare la spesa è buona abitudine prestare attenzione all’etichetta dei prodotti alimentari che si acquistano perché consente di ottenere informazioni importanti sulle caratteristiche, la qualità e gli ingredienti dei prodotti. Il disegno di legge 2260, "Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari", approvato il 18 gennaio 2011 in Commissione Agricoltura alla Camera, ha esteso l'obbligo di indicazione della provenienza per tutti gli alimenti.  

L’etichetta, dunque, non deve imbrogliare l’acquirente, non deve evidenziare come particolari delle caratteristiche comuni a tutti gli alimenti, né attribuire proprietà curative a un cibo, né tanto meno specificare che si tratta di un prodotto "genuino" e "naturale", come se fosse possibile trovare in commercio alimenti "adulterati" e "artificiali". Invece, l'etichetta, deve riportare l'ingrediente caratterizzante, se sono presenti tracce di OGM, il luogo di provenienza per i prodotti non trasformati e il luogo dov'è avvenuta l'ultima trasformazione sostanziale per i prodotti trasformati. Vediamo di seguito le caratteristiche di un’etichetta chiara, leggibile e corretta:

  • la denominazione di vendita, cioè il nome del prodotto che non può essere sostituito da un nome di fantasia, né da un marchio di fabbrica;
  • l’elenco degli ingredienti, riportati in ordine di quantità decrescente, cioè partendo dall’elemento principale, fino alle sostanze presenti solo in piccole dosi;
  • la data di scadenza, che è da considerare attendibile solo se il prodotto è conservato in modo corretto;
  • il nome e l’indirizzo del produttore o confezionatore;
  • il quantitativo netto;
  • l’elenco degli additivi, cioè coloranti, conservanti, antiossidanti e altre sostanze simili che sono indicati con il nome della categoria di appartenenza seguito dal corrispondente numero europeo; la lettera ‘E’, in particolare, indica che si tratta di un additivo autorizzato dall’Unione Europea;
  • le sostanze aromatizzanti che possono essere indicate come "aromi naturali" o semplicemente "aromi" se sono di origine sintetica;
  • le modalità di conservazione e di utilizzazione;
  • il luogo d’origine (per i prodotti non trasformati), più quello dov'è avvenuta l'ultima trasformazione sostanziale (per i prodotti trasformati);
  • il nome e la sede del produttore e del confezionatore.

Tutte queste indicazioni, prima obbligatorie soltanto per alcuni generi alimentari, adesso sono vincolanti per ogni prodotto presente sugli scaffali dei supermercati. Leggere l’etichetta dunque è la prima forma di tutela dalle frodi alimentari che i cittadini hanno a disposizione. Come indicato dal Ministero delle politiche agricole infatti, le truffe alimentari sono più diffuse di quanto si possa pensare. Spesso capita che ci siano dichiarazioni false sulla provenienza, la qualità o la composizione dei cibi, che ci siano indicazioni ingannevoli, o che non siano indicati in modo corretto gli ingredienti; o peggio ancora che sia manipolata la data di scadenza. In ogni caso, quando si fiuta un’irregolarità ci si può rivolgere alle Forze dell’ordine.

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