La verifica del merito creditizio di un consumatore, da parte di una banca, è obbligatoria e necessaria per capire se un mutuatario è in grado di rimborsare il credito che si sta per deliberare. Nella valutazione del merito creditizio entrano in gioco anche i comportamenti finanziari che i consumatori hanno avuto in passato, in particolare le banche verificano che gli aspiranti mutuatari non siano inseriti nel vecchio albo dei cattivi pagatori. In questo insieme confluiscono coloro che hanno ritardato i pagamenti delle rate dei prestiti o non le hanno affatto pagate. L’albo è gestito dai "sistemi di informazioni creditizie" (Sic), usati da banche e finanziarie per controllare puntualità e affidabilità dei clienti.
I Sic devono tenere conto del codice deontologico per finanziamenti e credito al consumo, messo a punto dal Garante della Privacy, che prevede una serie di regole a tutela dei cittadini che chiedono prestiti, mutui, dilazioni di pagamento, leasing e carte di credito. Ecco le principali:
L'Unione nazionale Consumatori ricorda che l’interessato può chiedere ai Sic di conoscere i dati inseriti che lo riguardano, anche se espressi in forma di punteggi sul grado di affidabilità e solvibilità. In caso di inosservanza di queste disposizioni si può fare ricorso al Garante della Privacy.
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