Nel caso in cui si intenda demolire il ciclomotore, la legge non prevede l’obbligo di comunicarlo al P.R.A. o alla Motorizzazione. Il mezzo deve essere obbligatoriamente consegnato ad un demolitore autorizzato, dal quale farsi rilasciare una certificazione di avvenuta consegna.
Poi il titolare del ciclomotore deve presentare un’istanza di cessazione dalla circolazione ad uno degli Uffici della motorizzazione civile o ad un’impresa di consulenza automobilistica abilitata dal Ministero dei Trasporti e all’istanza deve associare i seguenti documenti:
Il titolare del ciclomotore, presentando l’istanza, ottiene un certificato di avvenuta cessazione del ciclomotore dalla circolazione per demolizione.
È utile ricordare che la targa è personale. Quella dei vecchi ciclomotori è associata solo ai possessori del veicolo, per tutti i ciclomotori immatricolati dopo il 14 luglio 2006 invece, è abbinata anche al veicolo e al certificato di circolazione.
In entrambi i casi la targa, rimossa dal ciclomotore da demolire, rimane in possesso del titolare, che può chiedere di associarla ad altro ciclomotore, attraverso il rilascio di un nuovo certificato di circolazione, oppure restituirla alla Motorizzazione nel caso preveda di non riutilizzarla.
Se il proprietario del ciclomotore vuole rottamare il veicolo, il Ministero dell'Ambiente offre degli incentivi: per un motociclo o un quadriciclo elettrici, il 30per cento del listino fino a un massimo di 1300 euro; per un ciclomotore o una bicicletta elettrica, il 30per cento del listino fino a un massimo di 700 euro; per un motorino Euro 2 a 4 tempi o comunque a basso consumo, il 20per cento del listino fino a un massimo di 350 euro; per un motorino Euro 2 a 2 tempi, l’8per cento del listino fino a un massimo di 180 euro. Di seguito dal sito dell'Aci tutti i consigli per demolire un ciclomotore.
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