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L'imposta patrimoniale

L'imposta patrimoniale (nota anche solo come "patrimoniale") è un’imposta che non grava su di un flusso di ricchezza che si verifica in un certo periodo di tempo (come avviene con l’Irpef, che tassa il reddito percepito ogni anno), bensì su di una disponibilità di ricchezza accumulata anche nell’arco di intere generazioni.

Tipi di imposta patrimoniale

L’imposta patrimoniale può essere reale o soggettiva, ordinaria o straordinaria:

  • è reale, quando colpisce una singola componente della ricchezza di un soggetto (ad esempio le abitazioni di cui è proprietario, come fa l'Ici);
  • è soggettiva, quando colpisce la ricchezza complessiva di un soggetto, cioè il suo patrimonio mobiliare e immobiliare;
  • è ordinaria, quando viene pagata con cadenza annuale, di solito con un tasso piuttosto modesto;
  • è straordinaria, quando costituisce un prelievo occasionale deciso in condizioni di emergenza, quasi sempre di tasso elevato.
Situazione in Italia

In Italia, a differenza di altri paesi, non esiste un’imposta soggettiva (cioè generale) sul patrimonio. Sono però in vigore alcune imposte reali (cioè speciali), sulle singole proprietà:

  • l'Imposta comunale sugli immobili (Ici), introdotta nel 1993 come imposta straordinaria, per divenire solo in seguito ordinaria e destinata (dal 2013) ad essere sostituita dall'Imposta Municipale Unica (Imu);
  • l’imposta di successione, che ha oggi un’aliquota tra il 4 e l’8 per cento, a seconda dei casi, e franchigie di 1 milione di euro per parenti in linea retta e di 100 mila euro per fratelli e sorelle;
  • l’imposta di registro (sul trasferimento di immobili), la cui aliquota varia tra il 4 e il 20 per cento, nel caso di immobili venduti entro i quattro anni dalla costruzione.
Patrimoni finanziari

Per quanto riguarda i patrimoni finanziari, sono attualmente in vigore solamente tasse sulle rendite finanziarie, cioè sul loro rendimento (interessi). In particolare:

  • su depositi e conti correnti bancari e postali e su obbligazioni private con scadenza inferiore a 18 mesi grava un’imposta sostitutiva dell’Irpef,  prelevata alla fonte con aliquota del 27 per cento;
  • sugli interessi sui titoli del debito pubblico, sui buoni postali e sulle obbligazioni con scadenza superiore a 18 mesi, l’aliquota è del 12,5 per cento;
  • sui dividendi e plusvalenze di azionisti che non detengano partecipazioni qualificate, l’aliquota è sempre del 12,5 per cento.
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