I proprietari delle case in affitto, gli inquilini, i dipendenti che si sono trasferiti per lavoro, gli studenti universitari possono usufruire delle agevolazioni Irpef, cioè avere delle detrazioni d’imposta sulla dichiarazione dei redditi. Vediamole nel dettaglio.
Il reddito che il proprietario ottiene da un abitazione in affitto viene tassato sulla base del tipo di contratto stipulato. Il reddito tassabile è ridotto dal 15 al 20% se il contratto è a equo canone; del 15% se è in libero mercato; fino al 30% in più rispetto al canone in libero mercato se è a canone convenzionale. Quest’ultimo tipo di contratto si ha nei Comuni ad alta densità abitativa, dove esistono degli accordi particolari, convenzioni appunto, stipulate a livello locale.
Chi ha firmato un contratto di locazione concordato (o anche detto a canone convenzionale) ha diritto alla detrazione di 495,80 euro se il suo reddito complessivo annuo non supera i 15.493,71 euro e di 247,90 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro ma non superiore a 30.987,41 euro. Oltre questa cifra infatti non si ha diritto alla detrazione.
Hanno diritto alle detrazioni quei lavoratori dipendenti che trasferiscono, o hanno trasferito da non più di 3 anni, la loro residenza nel comune di lavoro o in un comune confinante con quello dove lavorano o ancora in un comune che sia almeno a 100 chilometri dalla residenza precedente e comunque fuori dai confini regionali di provenienza. In questi casi è prevista una detrazione d’imposta di 991,60 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro. Di 495,80 euro se il reddito complessivo è compreso tra i 15.493,71 euro e i 30.987,41 euro.
Gli studenti universitari e le famiglie che li hanno fiscalmente a carico, che pagano un affitto nella città dove ha sede l’Università o in un comune confinante, hanno una detrazione del 19% del canone pagato da calcolare su un importo non superiore a 2.633 euro. La detrazione si applica solo se: l’università si trova in un Comune distante almeno 100 km da quello di residenza dello studente; il Comune di residenza dello studente appartiene, in ogni caso, a una provincia diversa da quella in cui è situata l’università; il contratto di locazione è stipulato, o rinnovato, a canone concordato o convenzionale.