Vecchie lampadine ad incandescenza addio! Da settembre 2009, la normativa europea impone un progressivo abbandono delle tradizionali lampade ad incandescenza di uso comune per l’adozione di elementi illuminanti a risparmio energetico che sono lampadine LED, fluo compatte e alogene.
Il regolamento numero 244 del 2009 della Commissione europea punta a un notevole risparmio di energia elettrica e all’abbassamento della produzione di anidride carbonica CO2 emessa dalle centrali elettriche. Il piano di messa in pensione delle lampadine a incandescenza, ha queste date in Italia:
Restano in commercio le lampadine speciali, quelle destinate all’illuminazione non di ambienti domestici ma altri apparecchi come frigoriferi, cappe, forni, macchine da cucire. Le vecchie lampadine non vanno gettate nei rifiuti comuni, ma conferite nell'apposita eco-piazzola predisposta dal Comune per i rifiuti speciali.
Ma per i consumatori cosa cambia? Le nuove lampadine a risparmio energetico consumano meno, hanno una maggiore luminosità, durano più a lungo ma hanno un costo maggiore. La spesa iniziale tuttavia si ammortizza nel tempo.
Un esempio. Una lampadina ad incandescenza da 60 watt produce la stessa luce di una lampadina a risparmio energetico da 11 watt: in media la prima dura 1.000 ore, la seconda 10.000 ore. Una vecchia lampadina costa di media 1 euro, la nuova 10 euro ma il consumo è di circa l’80% in più rispetto ai nuovi prodotti a basso consumo. Le lampade a risparmio energetico sono più efficienti perché trasformano una maggiore quantità di energia in luce, il 20% rispetto al 5% delle vecchie lampadine e illuminano fino a 5 volte di più.
Quando si vanno a comprare le nuove lampadine, come facciamo a sapere quale potenza espressa in Watt conviene acquistare per avere una quantità di luce pari o superiore?
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