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Gli anziani e la casa

Anziani e colf-badanti

Negli ultimi anni è sempre più frequente la richiesta di colf e badanti, che offrono assistenza agli anziani o che collaborano con famiglie che hanno almeno un anziano in casa. Tali ruoli sono ricoperti prevalentemente da donne, per la maggior parte straniere.

Il rapporto di lavoro con la colf o la badante è regolato dal contratto collettivo di lavoro per gli addetti ai servizi domestici e familiari, stipulato il 1° marzo 2007 e valido fino al 28 febbraio 2011. Il contratto prevede le diverse situazioni che si possono creare nel corso del rapporto, costituendo una tutela sia per il datore di lavoro, che per la lavoratrice. È consigliabile leggerlo tutto almeno una volta.

Il contratto

Per la determinazione del compenso, il contratto prevede 4 categorie di profili professionali, da A a D, ciascuna delle quali è suddivisa in normale e super. Il profilo più basso è il livello A: collaboratori familiari generici, che non sono addetti all’assistenza di persone ed hanno un'esperienza professionale inferiore ad un anno. Per questo profilo, il compenso minimo contrattuale è di 572,71 euro al mese. Il più alto è il livello D super, che svolge mansioni di assistenza a persone non autosufficienti, comprese, se richieste, le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa. In questo caso, il compenso minimo è di 1.093,36 euro, più un'eventuale indennità di 153,98 euro.

La persona può essere assunta anche per svolgere lavoro notturno, che può essere continuo o discontinuo, con prestazioni assistenziali o meno. Il contratto prevede le diverse tipologie. In caso di lavoro notturno, il datore di lavoro deve garantire un alloggio idoneo per il riposo notturno del lavoratore, la cena e la prima colazione. L'assistenza notturna può costare, come minimo retributivo, da 601,36 euro al mese per la sola presenza notturna, a 1.257,37 euro, in caso di persona non autosufficiente da assistere.

Al momento dell'assunzione, vanno stabilite tutte le informazioni necessarie alla stipula del contratto, come: mansioni richieste, data di inizio del rapporto di lavoro ed eventuale data di termine, retribuzione mensile o oraria, orario di lavoro giornaliero, ore lavorative settimanali, convivenza o meno, eventuali indennità aggiuntive per vitto e alloggio, periodo di ferie.

Prima, però, è bene concordare un periodo di prova, che dovrà essere regolarmente retribuito. La durata tipica è 8 giorni di lavoro effettivo - per i profili A, A Super, B, B Super, C, C Super – o 30 giorni, per i profili D e D Super. Al termine, il lavoratore che non ha ricevuto disdetta resta automaticamente confermato in servizio e non può essere licenziato senza preavviso.

Dove trovarla

Per trovare la collaboratrice domestica, ci si può rivolgere ad agenzie specializzate, ad amici e conoscenti, oppure cercare su Internet, nei vari siti di annunci di lavoro. Al momento della richiesta, è bene specificare, oltre all'orario di lavoro, il tipo di collaborazione di cui si ha bisogno:

  • attività per la casa: pulizia degli ambienti, preparazione dei pasti, lavanderia, altro;
  • attività per la persona: pulizia della persona, compagnia durante la giornata, aiuto nell’alzarsi e nel coricarsi, accompagnamento fuori di casa.

Al di là dell'esperienza e delle competenze, il fattore umano è il più importante. La colf-badante deve essere una persona disponibile e paziente. Va inoltre considerato che possono esserci degli ostacoli linguistici e culturali, nel caso di lavoratori stranieri, che vanno adeguatamente tenuti in considerazione ed affrontati, se necessario con l'aiuto dei familiari. La badante, infine, è una persona che non dovrebbe cambiare frequentemente. La stabilità si ottiene più facilmente con regole chiare e reciproco rispetto.

Quanto costa

Secondo i dati del "2 Rapporto sull'assistenza agli anziani non autosuffiienti in Italia", pubblicato nel 2010, un'assistente famigliare (colf o badante) co-residente, con un contratto di 54 ore settimanali, costa mediamente 1.400 euro al mese, mentre con un contratto da 25 ore settimanali costa 950 euro.

L'assunzione in nero, ancora molto diffusa, costa circa il 30 per cento in nero, ma rimane un'opzione sconsigliabile, non solo perché illegale, ma anche perché non offre nessuna garanzia alla persona assistita.

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