Biografie

Leader politici e religiosi

Nelson Mandela

Nelson MandelaNelson Rolihlahla Mandela è stato uno dei simboli più lucenti del XX secolo, la bandiera del nuovo Sudafrica e il punto di riferimento per tutte le popolazioni nere che lottano per la libertà. La sua vita è stata tutta caratterizzata dall’attività politica, che gli ha riservato momenti duri, ma ha anche dato grandi gioie, come la fine dell’apartheid e il Premio Nobel per la Pace.

Gli anni della gioventù e del primo impegno politico

Mandela nasce nel 1918 a Mvezo, villaggio della regione di Umtata. La prima svolta arriva a 22 anni. La tradizione vorrebbe un matrimonio con una ragazza scelta per lui. Nelson si rifiuta e scappa a Johannesburg insieme al cugino Justice. Nella grande città si iscrive a Legge e nel 1942 si unisce al African National Congress. A 26 anni fonda la Youth League.

Dopo la salita al potere del partito pro-apartheid Nasionale Party, Mandela si distingue fra le file della resistenza e nell’assemblea popolare (1955), punto di riferimento anti-razzista. Nel 1956 arriva il primo arresto: insieme ad altre 150 persone è accusato di tradimento. Il processo dura fino al 1961 e si conclude con l’assoluzione per tutti.

Una seconda svolta arriva nel 1960: in seguito all’uccisione di manifestanti disarmati a Sharpeville, Mandela aderisce alla lotta armata e fonda, nel 1961, la "Umkhonto we Sizwe", Lancia della Nazione. Il gruppo fa azioni di sabotaggio e guerriglia. Nel 1962 però viene arrestato di nuovo con il capo d’accusa di viaggi illegali all’estero e incitamento allo sciopero.

Gli anni della prigione

Il 12 giugno 1964 viene condannato all’ergastolo. L’accusa nel frattempo è diventata sabotaggio e cospirazione. Mandela si dichiara colpevole del primo reato, ma rifiuta assolutamente l’accusa secondo la quale avrebbe aiutato altri Paesi ad invadere il Sudafrica. Anche in galera Mandela rimane il simbolo di tutte le lotte contro l’apartheid.

Nel 1980 riesce a spedire all’ANC un manifesto, il cui slogan è la base delle azioni a venire: "Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l'incudine delle azioni di massa ed il martello della lotta armata dobbiamo annientare l'apartheid!". Non mancano in questo periodo offerte di libertà condizionata in cambio della rinuncia alla lotta armata, ma Mandela è fermo e rifiuta sempre.

La libertà e la riconciliazione

Mandela e De KlerkCrescono le proteste interne e le pressioni internazionali. L’11 febbraio 1990 arriva il rilascio. Mandela diventa guida dell’ANC e concorre alle elezioni contro de Klerk, il presidente che lo ha liberato. Mandela trionfa e nomina lo sfidante vicepresidente, dando il via alla riconciliazione fra le anime del Paese. Nel 1993 viene insignito del Premio Nobel per la Pace. Oltre al premio dell’Accademia di Stoccolma, Mandela ha già ricevuto il Premio Lenin per la Pace nel 1962 e il Sakharov per la libertà di pensiero nel 1988.

La democrazia è l’obiettivo del Governo che istituisce la Commissione per la Verità a la Riconciliazione. Ricostruire il tessuto sociale sudafricano è il primo compito del neopresidente, ma anche la lotta contro l’AIDS è uno scoglio importante. Sarà lo stesso Mandela, successivamente, ad ammettere di aver commesso qualche errore nell’affrontare questo punto.

L’addio alla politica e l’impegno civile

Nel 1999 Mandela lascia la vita politica e si impegna nel campo dei diritti dell’uomo. Riceverà l'Order of St. John, la Presidential Medal of Freedo, l’onorificenza indiana Bharat Ratna, quella canadese dell’Order of Canada e soprattutto il "Freedom of th City", le chiavi di Johannesburg. Nel 2004 decide di ritirarsi a vita privata per godersi la sua famiglia.

Il cinema, la musica e il calcio rendono omaggio a Mandela

Mandela è stato un uomo che ha fatto la storia e la musica e il cinema hanno voluto rendergli omaggio. Nel 1984, The Specials scrivono "Free Nelson Mandela". Nel 1989 i Simple Minds compongono "Mandela Day" e Luca Barbarossa gli dedica "Mandela". Nel 2007, Bille August dirige "Il colore della libertà", mentre nel 2009, Clint Eastwood dà alla luce "Invictus - L'invincibile". Anche il mondo del calcio celebra Mandela: nel 1987 Ruud Gullit, al tempo giocatore del Milan, gli dedica il Pallone d’oro.