Il ticket, introdotto nel 1989, è una forma di compartecipazione dei cittadini al costo delle prestazioni sanitarie. Le sue caratteristiche sono state definite in maniera organica dalla Legge n. 537 del 1993. Da allora in poi, diversi provvedimenti legislativi nel hanno modificato natura e modalità di applicazione, introducendo:
Nel corso del tempo, il ticket sanitario, da strumento di responsabilizzazione dei cittadini - mirato soprattutto a disincentivare gli eccessivi consumi di farmaci e prestazioni mediche - è diventato sempre di più, a livello regionale, una voce significativa di finanziamento della sanità.
Attualmente, i ticket riguardano tre ambiti di prestazioni:
Tra le misure di compartecipazione alla spesa sanitaria, il ticket sui farmaci è quello che varia maggiormente da regione a regione. La normativa in vigore, infatti, stabilisce che le Regioni, per far fronte al proprio disavanzo sanitario, possono adottare misure mirate al contenimento della spesa farmaceutica. Perciò il ticket sui farmaci è una misura adottata non dallo Stato, ma da ciascuna singola Regione.
Alcune Regioni - Valle D'Aosta, Prov. autonoma di Trento, Friuli V.G., Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Basilicata e Sardegna - non applicano alcuna forma di ticket sui farmaci, mentre le altre lo fanno con modalità differenziate, sia per quanto riguarda i soggetti esenti, sia per l'importo.
Tutti gli assistiti non esenti, di età maggiore di 14 anni, sono tenuti al pagamento di una quota fissa di 25 euro per le prestazioni in Pronto Soccorso ospedaliero non seguite da ricovero, la cui condizione sia stata classificate come "codice bianco", ad eccezione di traumatismi ed avvelenamenti acuti.
Questo ticket è diversamente applicato dalle varie Regioni.
Secondo la normativa nazionale, i cittadini sono tenuti al pagamento di un ticket per la fruizione di prestazioni sanitarie a carico del Servizio Sanitario Nazionale. L'importo massimo per ricetta è fissato in 36,15 euro, Ciascuna ricetta può contenere fino ad un massimo di 8 prestazioni della stessa branca specialistica.
Per le prestazioni specialistiche, è dovuto un ticket di 10 euro a ricetta.
Sono però previste una serie di esenzioni, per: patologie croniche; malattie rare; diagnosi precoce tumori; invalidità; gravidanza; test Hiv; reddito inferiore a determinate soglie.
Non tutte le Regioni recepiscono la normativa nazionale, per questo ambito, per cui è necessario verificare la situazione caso per caso.
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