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23 OTT
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Quando andare in pensione

Pensioni In questo Canale:

Quando andare in pensione

A proposito di:

Un tempo c'erano le pensioni di vecchiaia e quelle di anzianità, che permettevano di considerare gli anni di lavoro, oltre all'età. Adesso c'è una sola regola valida per tutti, che obbliga ad aspettare l'arrivo dell'età pensionabile

​​​​​​​Per poter andare in pensione, è necessario averne maturato i requisiti. Prima della riforma Monti del 2011, i requisiti potevano essere legati esclusivamente all'età anagrafica (pensione di vecchiaia), oppure ad una combinazione di età anagrafica ed anzianità contributiva (pensione di anzianità).

La riforma Monti ha anche abolito dive​​​rsi meccanismi troppo complessi e poco trasparenti, introdotti con le varie riforme nel corso degli anni. Ad esempio, le "finestre d'uscita" (legge n. 247 del 2007) e le "finestre mobili" (legge n. 122 del 2010). Tali regole valgono solo per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2011. Per tutti gli altri, l'attesa si è allungata, anche se - dal punto di vista della retribuzione - non sono stati toccati i diritti acquisiti.

Requisiti di vecchi​​aia

L'età minima per andare in pensione, che per decenni è stata di 60 anni per le donne e di 65 per gli uomini, è ora diventata come indicato nella tabella. Vale solo per chi ha maturato 20 anni di contributi versati.

Età minima per il pensionamento al 1° gennaio 2017
 DonneUomini
Lavoro dipendente pubblico66 anni e 7 mesi66 anni e 7 mesi​
Lavoro dipendente privato65 anni e 7 mesi​​66 anni​ e 7 mesi​
Lavoro autonomo66 anni e 1 mese66 anni e 7​​ mesi


​Tale età nel 2018 diventerà gradualmente per tutti 66 anni e 7 mesi, senza distinzioni di sesso o di ambito lavorativo. Poi ci sarà un adeguamento nel 2019 e ulteriori aggiornmenti ogni due anni, in base alle variazioni della speranza di vita.

I professionisti iscritti agli Ordini, e di conseguenza alle Casse previdenziali autonome, seguono le regole della propria Cassa. Si veda l'apposita pagina.

Pensione anticipata

Chi ha cominciato presto a lavorare, può andare in pensione prima delle età sopra indicate, alle seguenti condizioni:

  • le donne, se hanno maturato 41 anni e 10 mesi di contributi versati;
  • gli uomini, se hanno maturato 42 anni e 10 mesi​​​​ di contributi versati.

Si attende (marzo 2017) invece il decreto attuativo per la cosiddetta Opzione Donna, il provvedimento che consente alle donne che maturano i requisiti necessari, ovvero 57 anni d'età per le lavoratrici dipendenti e 58 per le lavoratrici autonome insieme a 35 di contribuzione.

Pensionamento flessibile​​

È possibile ritirarsi da lavoro anche dopo aver maturato i requisiti di vecchiaia, fino all'età di 70 anni. In tal caso, l'importo della pensione aumenta, essendo applicato il "coefficiente di trasformazione" che tiene conto dell'età.

​Part time incentivato a fini pensionistici​​

Con il part-time incentivato a fini pensionistici tutti i lavoratori che entro il 31 dicembre 2018 raggiungeranno almeno 20 anni di contributi e i requisiti necessari per ricevere la pensione di vecchiaia, ovvero 66 anni e 7 mesi, possono richiedere una riduzione dell'orario lavorativo pari al 50 per cento.

A partire del regime con orario part-time, i lavoratori ricevono in busta paga la contribuzione netta che, con un contratto a tempo pieno, il datore di lavoro avrebbe versato all'Inps; ​in pratica, il reddito si stabilizza intorno al 65-70 per cento mentre la contribuzione figurativa integrale viene versata dallo Stato.

Adeguamento alla speranza di vita

A partire dal 2013, i requisiti anagrafici vengono adeguati in base all'eventuale aumento della speranza di vita, così come viene rilevato dall'Istat. Tale adeguamento avviene inizialmente ogni tre anni e poi, dopo il 2019, ogni due anni.

Eccezioni

Possono andare in pensione con termini differenti:

  • i lavoratori del settore privato che, essendo in possesso di 35 anni di contribuzione e con le vecchie regole avrebbero maturato i requisiti di anzianità con il sistema delle "quote" entro entro il 31 dicembre 2012 (tipicamente i nati nel 1950-52);
  • le lavoratrici del settore privato che hanno maturato 60 anni d'età e 20 anni di contributi entro il 31 dicembre 2012.