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Salute: creme solari infallibili? Il segreto e' nelle alghe azzurre

Ultimo Aggiornamento: 18 Novembre 2010 Ore 11:17

Roma, 3 set. (Adnkronos Salute) - Dove andare a cercare un rimedio infallibile contro i raggi solari se non nei cianobatteri, organismi che hanno prosperato sulla Terra prima che ci fosse abbastanza ossigeno per bloccare la luce ultravioletta nociva? Ci hanno pensato gli scienziati della Harvard Medical School di Boston (Usa), che sono riusciti a identificare i geni e gli enzimi produttori di molecole 'fotoprotettive' in questi microrganismi, aprendo la strada a nuovi prodotti cosmetici solari super-efficaci. Conosciuti anche come alghe verdi-azzurre - ricorda la rivista 'Sience' - i cianobatteri sono presenti sul nostro Pianeta da circa tre miliardi e mezzo di anni. Ricavano l'energia di cui hanno bisogno dalla luce solare attraverso la fotosintesi, ma nel farlo devono esporsi alle radiazioni ultraviolette, dannose per il Dna. Questo è avvenuto anche prima del periodo della catastrofe dell'ossigeno, avvenuta circa due miliardi e mezzo di anni fa, che provocò la prima grande estinzione di massa nella storia della Terra e portò allo sviluppo di organismi in grado di vivere in presenza di ossigeno, le basi del sistema evolutivo che ha portato alle attuali forme di vita. I cianobatteri combattono dunque l'esposizione agli Uv producendo piccole molecole 'schermo' chiamate micosporine e aminoacidi simili a micosporine che assorbono i raggi nocivi. Studi precedenti si erano focalizzati sulla struttura chimica di queste molecole, invece che sul metodo con cui esse vengono prodotte. Il team di Emily Balskus e Christopher Walsh ha scoperto l'arcano, identificando geni ed enzimi responsabili del processo di biosintesi di questi schermi solari naturali. Il tutto applicando un sistema di mappatura del genoma al cianobatterio chiamato Anabaena variabilis. Alcune micosporine vengono già utilizzate in cosmesi per la produzione di creme solari da un'azienda svizzera che le estrae direttamente dalle alghe. Ma secondo gli esperti si potrebbe arrivare a un sistema per crearle grazie all'ingegneria biologica.

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