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Suicida l'ex portiere di via Poma Vanacore: "Stanco delle angherie"

Ultimo Aggiornamento: 18 Novembre 2010 Ore 11:17

Roma, 9 mar. (Adnkronos) - Si è suicidato Pietrino Vanacore, l'ex portiere dello stabile di via Poma, nel quale fu trovata uccisa Simonetta Cesaroni (nella foto). Vanacore, che è stato trovato ancorato a una corda che si era allacciato intorno alla caviglia, si è gettato in acqua in località Torre Ovo, vicino Torricella, in provincia di Taranto, dove risiedeva ormai da anni. Da una prima ispezione, sul cadavere non sono stati riscontrati segni di violenza, ma a eliminare ogni dubbio sarà l'esame autoptico, che potrebbe tenersi già domattina. "Venti anni di sofferenze e di sospetti ti portano al suicidio", ha lasciato scritto su uno dei messaggi lasciati nell'auto parcheggiata poco lontano dal luogo dove è stato trovato il suo corpo senza vita. E ancora: ''Vent'anni di persecuzioni: sono stanco delle angherie''. Così a tanti anni dal delitto per cui fu additato come 'mostro' e a pochi giorni dal 12 marzo, quando avrebbe dovuto testimoniare nel processo contro l'ex fidanzato della ragazza, Raniero Busco, rinviato a giudizio, Vanacore ha deciso di farla finita. L'ex portiere viveva a Monacizze, una frazione di Torricella, insieme a una donna che, appena avuta la notizia, ha accusato un malore. I guai per l'ex portiere iniziano tre giorni dopo l'omicidio. E' ritenuto 'reticente' dagli inquirenti. E' l'ultima persona ad aver visto Simonetta viva. Si contraddice durante gli interrogatori riguardo ad alcuni vasi che avrebbe annaffiato nell'ora del delitto. Sui suoi pantaloni vengono rinvenute due piccole macchie di sangue e poi ha le chiavi dell'ufficio dove lavorava la vittima e sulla porta non ci sono segni di scasso. L'ipotesi degli investigatori è che Vanacore abbia tentato di violentare la ragazza e l'abbia uccisa. Ma le perizie scientifiche smontano la tesi. Dopo una ventina di giorni di carcere l'ex portiere torna libero. ''Ho sentito i familiari di Simonetta. Il primo sentimento che si prova è di dispiacere. La notizia ci ha colpiti sotto il profilo umano, il suicidio è sempre una cosa drammatica''. Così l'avvocato Lucio Molinaro, legale della famiglia di Simonetta Cesaroni, commenta all'ADNKRONOS la notizia del suicidio di Pietrino Vanacore. ''Il rancore e la contrarietà di quando ci fu il processo a suo carico tacciono di fronte all'emozione di questa notizia'', ha poi aggiunto il legale, spiegando che ''domani incontrerò la madre e la sorella di Simonetta, proprio perché la notizia ci ha colpito molto''. E sulla deposizione di Vanacore prevista per 12 marzo, Molinaro ha detto: ''Avrebbe potuto avvalersi della facolt° di non rispondere''. "Il suicidio è troppo vicino alla scadenza processuale per non essere collegato", ha commentato con l'ADNKRONOS Paolo Loria, il difensore di Raniero Busco, unico indagato per l'omicidio. "Vanacore doveva essere sentito in aula. Evidentemente non si è sentito di affrontare l'aula, i giudici. Venti anni di peso sulla coscienza sono troppi. E lui sapeva sicuramente qualche cosa", conclude l'avvocato. Bocche cucite nello stabile di via Poma 2. Nessuno degli inquilini vuole oggi parlare mentre la nuova portiera dello stabile, sotto una fitta pioggia, minaccia di chiamare i carabinieri visto il via vai di giornalisti e fotografi che si sussegue da questa mattina e che perpetua il 'pellegrinaggio' di curiosi che in questi anni si e' sempre ripetuto nello stabile del quartiere Prati. "Ora basta, non ne' possiamo piu''', dice la portiera del palazzo allontanando fotografi e cronisti.

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