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Salute: 8 mln di italiani vittime di attacchi panico, in aumento fra uomini

Ultimo Aggiornamento: 18 Novembre 2010 Ore 11:17

Roma, 17 mar. (Adnkronos Salute) - Tachicardia e dolore al petto, sudorazione improvvisa e brividi, senso di soffocamento, fame d'aria, nausea e sbandamento, insieme alla paura di impazzire o la sensazione di una tragedia incombente. Questo "mentre si è alla guida, al cinema, al supermercato, o in ascensore, come sanno bene gli otto milioni di italiani che soffrono di attacchi di panico". Lo spiega Paola Vinciguerra, psicologa e psicoterapeuta presidente dell'Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico), che insieme alla giornalista Tonia Cartolano ha presentato ieri sera a Roma il libro 'Gli attacchi di panico. Clinica, ricerca e terapia' (Liguori Editore). "E' un problema in aumento che, più diffuso fra le donne, oggi sta crescendo anche tra gli uomini, soprattutto professionisti e manager. E secondo l'Organizzazione mondiale della sanità - aggiunge la Vinciguerra - entro il 2020 sarà la patologia più diffusa al mondo, dopo i disturbi cardiovascolari". Per restare vittima di un attacco di panico non è necessario correre un pericolo reale. Può capitare di trovarsi in un ascensore troppo piccolo, "fermo tra un piano e l'altro, stretto fra mia moglie e una diabolica signora che continuava a fumarmi in faccia", come racconta nel libro Gianluigi Lenzi, neurologo della Sapienza di Roma e 'ascensorofobico'. Oppure essere sul palco dell'Ariston per il Festival di Sanremo e sentir partire le sequenze musicali di un altro artista, come ha ricordato ieri il cantante Max Pezzali, che ha curato la presentazione del libro. Pezzali ha raccontato la storia di sua moglie, afflitta per anni da attacchi di panico e ora guarita, sottolineando il fatto che ancora oggi ci si vergogna di ammettere di soffrirne. "Oltre tutto i sintomi sono tanti e diversi, e non sempre il problema si individua subito - spiega la Vinciguerra - La paura e la vergogna di avere qualcosa di strano non ci permettono di chiedere aiuto. Ma poi, secondo uno studio recente, si è visto che quando si rompe il silenzio non è detto che la soluzione arrivi subito". Una persona sofferente contatta anche 10 specialisti prima di arrivare a una diagnosi, e solo una su quattro, aggiunge la psicoterapeuta, riceve il trattamento di cui ha bisogno. Così si evitano i luoghi o le situazioni 'a rischio' attacco, e la vita finisce per essere stravolta. Nel libro si affronta il problema dal punto di vista teorico, ma anche pratico, con una panoramica sulle soluzioni concrete per prevenire e curare il panico. Un capitolo è dedicato alle fobie, da quella di volare, ai ragni, ai luoghi chiusi. Inoltre si parla di ansia, con particolare attenzione alle forme più diffuse fra i giovani: l'ansia da prestazione e quella da esame. Due problemi che, pur vissuti come invalidanti, difficilmente vengono sottoposte a uno specialista. "Avere in casa una persona con attacchi di panico può voler dire rinunciare al cinema, al ristorante o all'aereo", ricorda la Vinciguerra, che ha dedicato una parte del volume al ruolo della famiglia. Raccogliendo le testimonianze dei pazienti guariti. Il libro è rivolto a tutti, malati ma anche familiari, operatori, medici, per aiutare a conoscere e riconoscere un disagio che sta esplodendo nel nostro tessuto sociale. Informazioni per abbattere il muro di vergogna e paura che ancora oggi, evidenzia la specialista, impedisce a molti di chiedere aiuto.

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