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La Tv di Teheran accusa: ''Gli Usa hanno lanciato una 'cyberwar' contro di noi''

Ultimo Aggiornamento: 18 Novembre 2010 Ore 11:17

Teheran, 14 mar. (Adnkronos/Dpa) - Gli Stati Uniti hanno lanciato una guerra cibernetica contro l'Iran. E' l'accusa lanciata da un servizio realizzato dalla televisione di stato iraniana Irib, sulla base di materiale del servizio segreto di Teheran, in cui si denunciano i tentativi degli Stati Uniti di infiltrarsi nella società iraniana attraverso il Web, incoraggiando gli iraniani a combattere contro il regime. Un vero e proprio complotto teso anche, sostiene ancora la televisione di Stato, a diffondere comportamenti immorali, come relazioni sessuali non lecite, nel paese. Nel servizio si indicano i nomi dei principali attori di questo complotto ordito da Washington, due ex leader del movimento degli studenti, Ahmad Batebi e Kayvan Rafei, che operavano nell'ambito dell'Associazione per la difesa dei diritti umani. A sostegno di questo la televisione iraniana ha mostrato un foto in cui si vede Batebi che stringe la mano all'ex presidente George Bush, senza però fornire né la data né il luogo del presunto incontro. Inoltre, sempre secondo le informazioni dei servizi iraniani, la Cia avrebbe investito almeno 400 milioni di dollari in un'operazione gestita dai loro due agenti, che avrebbe avuto il nome in codice "Operation Destabilizing Iran." La ricostruzione dell'Irib procede, parlando di altri incontri di Batebi con alti funzionari americani ed esponenti del partito repubblicano. E di una sua collaborazione con i gruppi monarchici in eslio a Londra e con i Mujaheddin del Popolo, altro gruppo di opposizione che ha le sue basi in Iraq. Al complotto cibernetico avrebbero partecipato anche membri della religione Bahai, una diramazione eterodossa dell'Islam sciita che in Iran è considerata una setta fuoriliegge, Le operazioni anti-Iran via Internet sarebbero iniziate nel 2006 e si sarebbero intensificate dopo le contestate elezioni dello scorso giugno in cui è stato rieletto, tra denunce di brogli dei candidati dell'opposizione e le proteste di centinaia di migliaia di iraniani represse nel sangue dal regime, il presidente Mahmoud Ahmadinejad. Sono state arrestate 30 persone che avrebbero partecipato a questo network creato da Washington, ha reso noto ieri la magistratura iraniana precisando che i 30 sono sospettati anche di raccogliere informazioni sui programmi nucleari iraniani. Gli arrestati sono accusati anche di aver incoraggiato gli iraniani a partecipare alle proteste, scegliendo poi alcuni da inviare nei campi Mujaheddin in Iraq per l'addestramento.

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