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Il centrosinistra scende in piazza, Bersani: ''E' l'ora di cambiare''

Ultimo Aggiornamento: 18 Novembre 2010 Ore 11:17

Roma, 13 marzo - (Adnkronos/Ign) - C'era tutta l'opposizione (eccetto Casini) in piazza oggi per per protestare contro il decreto 'Salvaliste'. Dal segretario del Pd Bersani al leader dell'Idv Di Pietro, dal verde Bonelli al leader di Rc Ferrero, tutti insieme per dire no all'ultima mossa del governo per salvare la lista Pdl dall'esclusione alle regionali nel Lazio. Un appuntamento da Nord a Sud, in varie città, con il clou a Roma, a Piazza del Popolo, dove duecentomila persone -secondo gli organizzatori- hanno dato vita alla manifestazione principale di oggi che ha visto le anime del centrosinistra riunite sotto lo slogan "Per la democrazia, la legalità e il lavoro. Sì alle regole, no ai trucchi. Per vincere''. Nella cornice romana tante bandiere: da quelle del Pd, a quelle dell'Idv, a quelle dei Comunisti italiani, a quella di Sinistra ecologia e Libertà. C'era anche il Popolo viola rigorosamente vestito del colore simbolo con scarpe e magliette. Molti palloncini galleggiano sulla piazza, da quelli dei Verdi che reggono uno striscione con su scritto: "Fermiamo il nucleare" a quelli della Cgil a quelli dell'Italia dei Valori. Tutto intorno ci sono i gazebi con su scritto 'Emma Bonino presidente'. "Resistenza contro il telefascismo" uno degli striscioni esposto dai manifestanti, mentre su un pupazzo che riproduce il premier Silvio Berlusconi alla fine della piazza si legge "A Berlusconi interessa solo Non essere processato". A dare il via agli interventi Emma Bonino. "E' arrivato il tempo della riscossa democratica", ha detto scaldando Piazza del Popolo con un intervento accolto con molti applausi. La candidata alla Regione Lazio ha detto che ''la nostra campagna non possiede Rai né Mediaset, la nostra forza è in ogni singolo, in ogni cittadino che, anche se sconfortato, dice che non è questo il momento dello sconforto ma della riscossa democratica". La Bonino ha citato Gandhi, si è rivolta ai "cittadini, non sudditi", anche quelli di centrodestra: "Penso che siano molti tutti quelli che sentono l'esigenza di decoro istituzionale, di decenza, perché di cittadini perbene ce ne sono tanti". Secondo la Bonino quella di oggi e' una "piazza di speranza e di proposta. Occorre essere alternativi al vecchio, a questo regime di basso impero". Poi la Bonino ha messo in guardia: "Mancano due settimane al voto, temo molte trappole. Sentitevi tutti militanti come me, dipenderà molto da noi". Poi la parola a Di Pietro. Che sceglie un tono moderato e evita le critiche a Napolitano ("Gli striscioni contro il Presidente? Chiedetelo a chi li ha fatti'', taglia corto). E dice: "Scusateci intransigenti, dobbiamo avere la forza di pensare al paese, di fare squadra, questo adesso è il nostro impegno prioritario perché l'unità è l'unico modo per liberare il paese da questo fascismo di ritorno". Il leader dell'Idv, comunque, non ha risparmiato epiteti coloriti per Silvio Berlusconi, definito "piduista", "corruttore matricolato", "novello Nerone che se la ride e racconta barzellette mentre l'Italia brucia". Detto ciò, Di Pietro ha chiarito che oggetto delle attenzioni deve essere solo il governo: "Solo di questo dobbiamo parlare, solo su questo dobbiamo impegnarci, non dobbiamo affrontare altri argomenti se non quello di liberare il paese da Berlusconi". Per fare questo, secondo Di Pietro, "i partiti di opposizione devono trovare con umilta' una speranza di alternativa", "dobbiamo ricostruire il paese dalle macerie che questo governo, ormai al crepuscolo, sta lasciando. Per Idv l'impegno prioritario è lo sforzo comune per abbattere alle urne Berlusconi, perché la matematica non è un'opinione. Dobbiamo vincere le elezioni e convincere, perché se dopo Berlusconi viene un Berluschini non abbiamo risolto nulla". Chiude la giornata il segretario del Pd. Bersani si rivolge alla folla: "Un'altra Italia è possibile, noi combatteremo Berlusconi ma non ci rispecchieremo in Berlusconi perché lui non può più parlare al futuro, noi invece vogliamo rivolgerci al futuro", ha detto il segretario del Pd. Berlusconi che "è troppo forte per essere finito, ma è troppo finito per essere forte, noi lo combatteremo ma non avremo lui negli occhi, ci rivolgiamo all'Italia di domani con una alternativa che costruiremo su poche parole: lavoro, serietà, regole, civismo. Le parole della grande riscossa democratica". "Liste o non liste, noi vinciamo", scandisce dal palco: "Siamo di fronte ad un governo che si fa gli affari suoi fino a produrre, in piena campagna elettorale, norme su misura per salvare le proprie liste. Si sono fatti il vestito su misura, ma hanno sbagliato le misure perché il sarto era ubriaco...". "Quello che ci preoccupa non è una lista ma il rispetto delle regole -aggiunge Bersani-. Regole che vanno rispettate da tutti dalla politica e dai cittadini". E quindi una battuta rivolta al Pdl e al caos liste: "La prossima volta le liste se le facciano fare dalla Protezione civile". Bersani ha spiegato ancora: "noi vigileremo perché il pericoloso tramonto di Berlusconi non travolga nel discredito la politica e le istituzioni, non ferisca l'unita' della Nazione". Il segretario del Pd ha esortato: "le cose cambiano, affrontiamo con entusiasmo il prossimo appuntamento elettorale, andiamo a vincere. Viva il lavoro, viva la Costituzione, via l'Italia di domani". Poco dopo intervistato da YouDem tv il segretario del Pd ha fatto capire che quella di oggi è stata la giornata da cui può rinascere l'intesa con Di Pietro: ''Non ho mai avuto dubbi. Certo ci sono accenti differenti, ma oggi nessuno può sottrarsi alla responsabilità di costruire l'alternativa. E questo prevale''.

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