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Il preavviso di licenziamento

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Il preavviso di licenziamento

A proposito di:

Il periodo di preavviso, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto, è definito dai singoli Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl), per ogni livello di inquadramento, e varia anche in base all'anzianità di servizio

​I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.

Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.

Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.

Esempio

Dato un periodo di preavviso previsto di 30 giorni:

  • se il lavoratore lascia il proprio posto 10 giorni dopo il preavviso, anziché 30, si vedrà trattenuto, dalle competenze di fine rapporto, il salario corrispondente ai giorni feriali inclusi nei 20 giorni di lavoro che mancano;
  • se il datore licenzia un lavoratore notificandogli il preavviso 10 giorni prima, anziché 30, dovrà pagargli anche i giorni feriali che rientrano nelle 20 giornate rimanenti.
Eccezioni

Rispetto a quanto esposto sopra, fanno eccezione i casi di:

  • giusta causa, cioè per evento o comportamento che non consente la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto;
  • risoluzione consensuale, cioè quando le parti si siano accordate formalmente in maniera diversa.