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Libretto di lavoro addio

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Libretto di lavoro addio

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Una volta ciascun lavoratore (o aspirante tale) doveva essere dotato di libretto di lavoro, un documento rilasciato dall'Ufficio di collocamento. Il libretto è stato sostituito dalla scheda professionale del lavoratore, che viene rilasciata dai Centri per l'impiego

Una volta ciascun lavoratore (o aspirante tale) doveva essere dotato di libretto di lavoro, un documento rilasciato dall'Ufficio di collocamento, nel quale ciascun datore riportava informazioni come il lavoro svolto, il periodo, la qualifica conseguita, eccetera. Istituito nel 1935, il libretto di lavoro fu abolito nel 2002 (dal Dlgs. n. 297).

Il libretto è stato sostituito dalla scheda professionale del lavoratore, che viene rilasciata dai Centri per l'impiego e contiene i dati relativi alle esperienze formative e lavorative della persona in cerca di occupazione, alla sua effettiva disponibilità ed alla certificazione delle sue competenze professionali.

Un altro strumento (istituito dalla Legge Biagi, cioè il Dlgs. n. 276 del 2003) è il "libretto formativo del cittadino", che fa riferimento alla persona in un'accezione più ampia e raccoglie informazioni, dati e attestazioni riguardanti le esperienze di tipo educativo/formative e lavorative, effettuate anche in ambito sociale, ricreativo o familiare da ogni individuo. Il suo scopo è di renderne riconoscibili e trasparenti le competenze acquisite, e quindi utilizzabili, soprattutto in situazioni di cambiamento nel contesto di lavoro o di formazione. Il libretto formativo del cittadino fa riferimento ad un unico standard nazionale (definito dal Decreto interministeriale del 10 ottobre 2005).

Entrambi gli strumenti si collocano nell'ambito del Sil (Sistema Informativo Lavoro), che raccoglie i dati anagrafici delle persone inoccupate, disoccupate o di coloro che, pur avendo una occupazione, sono in cerca di altra opportunità lavorativa. Nel Sil vengono inseriti, inoltre, i dati relativi alla residenza, al nucleo familiare, ai titoli di studio, oltre alle informazioni relative allo stato di occupazione e l'eventuale appartenenza alle categorie protette.

Un'evoluzione del Sil è la Borsa continua nazionale del lavoro, una rete integrata di strumenti, servizi, informazioni, documentazione per il mercato del lavoro. Attraverso un portale Internet, la "Borsa Lavoro dovrebbe consentire di raggiungere un efficace incrocio tra domanda e offerta di lavoro, in coerenza con gli indirizzi comunitari di efficienza e trasparenza del mercato del lavoro. L'attuazione di questo strumento, previsto dalla Legge Biagi, è stata però piuttosto lunga a controversa, senza che si giungesse ad un risultato sostanziale, almeno a livello nazionale. Alcune regioni, in prevalenza del Nord, sono dotate di una propria Borsa Lavoro regionale.