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I diritti negati delle coppie di fatto

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I diritti negati delle coppie di fatto

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In Italia la convivenza non è disciplinata da alcuna legge specifica, perciò la situazione delle coppie di fatto è spesso vaga e confusa, coi due partner che rischiano di vedersi negati alcuni diritti fondamentali. Vediamo alcune situazioni specifiche e quello che accade se si è conviventi

Il Presidente del Consiglio Renzi ha annunciato l'intenzione di regolamentare le unioni gay, adottando una proposta di legge che riconoscerebbe legalmente l’unione tra due persone dello stesso sesso attraverso la lo​ro registrazione negli uffici comunali. Verrebbero applicate alle coppie gay tutte le disposizioni previste per il matrimonio, dall’eredità agli ​alimenti, con l’unica esclusione delle adozioni.

​​In Italia, la convivenza non è disciplinata da alcuna legge specifica. Ciò vuol dire che la situazione delle coppie di fatto è spesso vaga e confusa e i due partner rischiano di vedersi negati alcuni diritti fondamentali. Vediamo alcune situazioni specifiche e quello che accade se si è conviventi:

  • se uno dei due partner ha bisogno di un intervento medico urgente e rischioso, l'altro non può autorizzarlo, visto che non figura come parente;
  • il convivente non può chiedere permessi di lavoro se il partner si ammala;
  • il convivente che collabora all'impresa dell'altro non ha nessun diritto; deve perciò premunirsi con un regolare contratto di società o di lavoro dipendente;
  • se la convivenza termina a seguito di separazione, il convivente in stato di bisogno non ha diritto a nessun sostegno economico da parte dell'altro;
  • se dalla convivenza sono nati dei figli e questi sono ancora minorenni, nel caso in cui la convivenza cessi, l'affidamento è stabilito in base al criterio dell'interesse del minore; se vi è disaccordo, l'affidamento è deciso dal Tribunale per i minorenni; anche dopo la cessazione della convivenza, il genitore ha l'obbligo di mantenere il figlio che conviva con l'altro partner;
  • in caso di maltrattamenti di un convivente nei confronti dell'altro, si configura il reato di "maltrattamenti in famiglia";
  • se uno dei conviventi sconta una pena detentiva, il partner ha lo stesso diritto a colloqui e permessi di un coniuge;
  • se uno dei partner è extracomunitario, non può chiedere il rilascio/rinnovo del permesso o carta di soggiorno per convivenza con il partner italiano.
Casa

I diritti relativi all'abitazione sono tra i più sensibili. Ecco una sintesi delle principali regole in vigore:

  • in caso di casa in affitto, quando cessa la convivenza, il proprietario (o l'intestatario del contratto) ha diritto a restare nell'abitazione, salvo un diverso accordo tra le parti; tuttavia, non è lecito "cacciare" l'altro convivente e ogni contrasto dovrà essere risolto dal giudice;
  • se uno dei due conviventi muore e l'appartamento era di sua proprietà, quest'ultimo spetta agli eredi legittimi del defunto; il convivente potrà continuare ad abitarlo solo se l'altro ne aveva disposto con testamento in suo favore;
  • se invece la casa era in locazione, il convivente ha diritto di subentrarvi nel contratto.