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Imu - Imposta Municipale Unica, come funziona

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Imu - Imposta Municipale Unica, come funziona

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L'Imposta Municipale Unica, o Imu, è una delle tasse più discusse, perché tocca direttamente gli interessi della maggioranza dei cittadini. Ha sostituito sia l’Irpef sui redditi fondiari delle seconde case, sia l'Ici. Ecco come funziona

​​Con la riforma del federalismo fiscale, fu introdotta l'Imposta Municipale Unica (Imu), una tassa sulla casa che sostituì sia l’Irpef sui redditi fondiari delle seconde case, sia l'Ici, introdotta a sua volta nel 1992 e presto diventata una delle entrate più importanti nel bilancio dei Comuni.


A partire dal 2013, sono state esentate dal pagamento dell'Imu le case utilizzate come abitazione principale, ad eccezzione di quelle signorili, quelle cioè classificate con le categorie catastali A1, A2 e A9.


Le aliquote Imu possono essere fissate da ciascun Comune aumentando o diminuendo l'aliquota ordinaria, secondo il seguente schema.


Aliquote Imu
Aliquota ordinariaVariabilitàMinimo-massimo
Prima casa0,4%±0,2%0,2%-0,6%
Altre proprietà0,76%±0,3%0,46%-1,06%

Chi deve pagare l'Imu

L'imposta interessa i proprietari di tutti gli immobili, sia residenziali, sia commerciali, ad eccezione di quelli che usano l'immobile come abitazione principale.


La casa concessa in uso gratuito a parenti, a differenza dell'Ici, non viene considerata come abitazione principale.


Per chi ha case in affitto, è prevista un dimezzamento dell'aliquota ordinaria, ma solo a partire dal 2015. Ciascun Comune può comunque deliberare una riduzione fino allo 0,4 per cento.


Il pagamento dell'Imu spetta inoltre ai proprietari di aree edificabili (dove l'edificabilità può anche discendere dal solo piano regolatore generale). In questo caso, la base imponibile viene determinata dal valore di mercato al 1 gennaio dell'anno per il quale si paga l'imposta. Sono esclusi dall'Imu i terreni agricoli.


Case all'estero

Con la manovra "Salva Italia" del governo Monti è stata introdotta una nuova tassa a carico di chi, pur essendo residente in Italia, possiede immobili all'estero.


I proprietari dovranno dovranno versare un'imposta dello 0,76 per cento del valore dell'immobile. Tale valore è dato dal costo riportato nell'atto di acquisto dell'immobile o dai contratti o, in assenza, dal valore di mercato dove è situato l'immobile. L'importo dovuto è proporzionale alla quota di possesso del bene.


Per evitare che l'immobile sia tassato due volte, viene riconosciuto un credito d'imposta pari ad eventuali prelievi patrimoniali applicati nello Stato in cui si trova l'immobile.