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In sintesi, quando si può andare in pensione e con quanti soldi

13/03/2012

anziani su internetLa riforma pensionistica introdotta dal governo Monti con il decreto di Natale ha portato profonde modifiche, sia riguardo l'età pensionabile, sia rispetto al metodo di calcolo dell'assegno mensile. Ecco i punti principali in un'unica tabella.

La riforma delle pensioni in sintesi
Uomini Donne
Età pensionabile Dal 1 gennaio 2012, si matura il diritto alla pensione all'età di 66 anni, per tutti i lavoratori, dipendenti ed autonomi. Si potrà continuare l'attività fino a 70 anni, mantenendo il diritto al posto di lavoro. Il requisito dei 66 anni per andare in pensione si applica, dal 1 gennaio 2012, alle dipendenti del settore pubblico, e dal 2018 per le lavoratrici autonome e del settore privato. Ma dal 1 gennaio 2016 l'età pensionabile scatta a 65 per le dipendenti e 65 anni e 6 mesi per le autonome.
Sistema di calcolo Dal 2012 viene esteso a tutti i lavoratori il sistema contributivo "pro rata": la pensione ricevuta sarà frutto dell'ammontare dei contributi versati rivalutati e al netto delle spese di gestione dell'istituto previdenziale. Come per gli uomini.
Pensione anticipata Non c'è più la pensione di anzianità. Ora, con al pensione anticipata, il lavoratore può andare in pensione prima della vecchiaia solo al raggiungimento di 42 anni e 1 mese di contributi versati, con delle penalizzazioni per chi sceglie di andare in pensione prima dei 62 anni d'età. La pensione anticipata può essere ottenuta dalle donne un anno prima, rispetto agli uomini: cioè al raggiungimento di 41 anni e 1 mese di contributi. Penalizzazioni come per gli uomini, in caso di pensionamento anticipato prima dei 62 anni.
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