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Fisco: come detrarre spese di benzina con la scheda carburante

26/02/2011

Col recente aumento del prezzo della benzina, dovuto ai rincari del petrolio (che si preannunciano particolarmente pesanti, a causa della crisi libica), è diventato ancora più importante poter sfruttare bene l'opportunità che il fisco offre per detrarre dal reddito imponibile le spese per il carburante. Il beneficio riguarda le imprese e i lavoratori autonomi. La deducibilità è totale, nel caso di auto utilizzate solo come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa (ad esempio, autocarri). Negli altri casi, sia per i carburanti, sia per gli altri costi di gestione del veicolo (ammortamento, leasing, manutenzione, ecc.), la deduzione e la detrazione dell'Iva spettano in misura ridotta:

  • per i veicoli utilizzati da rappresentanti e agenti di commercio, i costi sono detraibili all'80 per cento;
  • per tutti gli altri lavoratori autonomi titolari di partita Iva, si parla di "uso promiscuo" e pertanto i costi sono deducibili solo al 40 per cento.

Per poter includere le spese effettuate per il carburante del proprio veicolo, tra le spese deducibili (quelle che si sottraggono dal reddito annuale in sede di dichiarazione), è necessario registrare ogni rifornimento su un'apposita scheda carburante, acquistabile presso i rivenditori specializzati di prodotti per ufficio.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che i seguenti elementi devono essere obbligatoriamente riportati, sulla scheda, altrimenti il beneficio fiscale è precluso, e si rischia pure la sanzione:

  • numero di targa del veicolo, su ciascuna scheda;
  • numero di chilometri effettuati dal veicolo, su ciascuna scheda;
  • oltre al timbro, la firma del benzinaio, per ciascun rifornimento.

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