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Salute: mangiando carne si inquina più che guidando l'auto

02/10/2010

Cos'hanno in comune Paul McCarney e Clint Eastwood, Pitagora e i cantanti Moby e Prince, Margherita Hack e Lev Tolstoj? Sono tutti vegetariani e stanno festeggiando la Settimana Vegetariana Mondiale, dall'1 al 7 ottobre, con l'obiettivo di diminuire, per quanto possibile il consumo di carne, ritenuto uno dei principali responsabili dei guai che affliggono il nostro pianeta e che peseranno sulle generazioni future. Secondo la FAO, la produzione di carne contribuisce alla produzione di "gas serra" (quelli responsabili dei cambiamenti climatici) per una percentuale stimata tra il 18 e il 20 per cento. Più del settore dei trasporti, il cui impatto stimato è del 13 per cento. Secondo uno studio Onu del 2006, inoltre, la produzione di carne viene ritenuta tra i primi 3 fattori di distruzione dell'ambiente, sia a livello globale che locale. E a parità di calorie, si stima che il consumo di carne richieda 5 volte la superficie coltivata necessaria a produrre cereali.

Paul McCarney ha prestato la sua faccia per una campagna informativa, nella quale afferma: "Se si vuole salvare il pianeta, tutto quello che si deve fare è smettere di mangiare carne. Questa è la singola azione più importante che potete compiere. È stupefacente, se ci si sofferma a pensarci! La scelta vegetariana aiuta a combattere così tante cose in un colpo solo: la devastazione dell'ambiente, la fame del mondo, la crudeltà".

Anche i dietologi sono ormai tutti concordi nel fatto che il consumo di carne vada ridotto al minimo, dai giovani agli anziani, non tanto per motivi etici o ecologici (che stanno alla base delle scelte di molti vegetariani), quanto per questioni di salute. Nell'ormai famosa "piramide alimentare", la carne – in particolare quella "rossa" - è al vertice, ad indicare che, tra tutti gli alimenti, è quello che andrebbe consumato di meno.

Secondo un'indagine dell'AC Nielsen, rielaborata dall'Eurispes nel Rapporto Italia 2006, i vegetariani in Italia sarebbero 6 milioni, ma si stima che questi numeri siano destinati ad aumentare. Il vegetariano tipo è donna (70 per cento), di età compresa fra i 25 e i 54 anni (62 per cento) e con un livello di istruzione medio-alto (85 per cento). Aumentano sempre di più anche i vegani, cioè coloro che, oltre alla carne, non consumano alcun altro prodotto di origine animale, tipo latte o uova.

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