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Credito: 2 settimane per recedere dall'acquisto a rate

08/09/2010

Se non siamo soddisfatti della Tv o dell'automobile acquistate a rate, abbiamo 2 settimane di tempo per pensarci. Entro quel termine, basta una lettera raccomandata ed il rimborso della spesa ricevuta, senza bisogno di fornire alcuna spiegazione. È quanto stabilisce il Decreto legislativo n. 141 del 13 agosto 2010, che recepisce la Direttiva europea 2008/48/Ce sul credito al consumo. Tali norme riguardano i prestiti finalizzati, quelli personali, la cessione del quinto dello stipendio o della pensione, per importi compresi tra 200 e 75 mila euro. Con la nuova legge, che entra in vigore dal 19 settembre, il cliente ha diritto di recedere gratuitamente, entro 14 giorni, dall'acquisto di un bene o di un servizio tramite finanziamento. Se ci sono vizi o difetti, il contratto è annullabile con rimborso delle rate pagate. A quel punto, il finanziamento decade. Tra le altre buone notizie in arrivo con la norma appena approvata, c'è l'abolizione della clausola dello "ius variandi", cioè la facoltà, per le banche, di prevedere nei nuovi contratti di mutuo, modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali. Un altra barriera, dunque, a difesa del consumatore, che interviene proprio in uno degli ambiti più delicati, che troppo spesso hanno visto le famiglie vittime di arbitri.

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Decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 131

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