Con le nuove strategie anti-evasione del fisco, che da quest'autunno punteranno soprattutto sul redditometro, torna d'attualità il tema dello scarto tra tenore di vita e redditi ufficialmente dichiarati. Il redditometro è quel sistema che consente al fisco di compiere degli accertamenti sui contribuenti, qualora ci sia uno scarto, di almeno il 20 per cento, tra il reddito che ha dichiarato e quello che viene presunto dal Fisco stesso in base a certi beni posseduti, come gli immobili e le autovetture. Gli stereotipi sul nostro Paese vedono, da sempre, un'Italia del Nord più ricca ed una del Sud più incline all'illegalità e perciò più facile ad evadere le tasse. Una ricerca, realizzata dal centro studi Sintesi, in parte conferma certe idee comuni, mettendo in evidenza come lo scarto tra dinamiche dei consumi e redditi dichiarati sia più ampio soprattutto nelle regioni del Sud. La ricerca ha considerato sette parametri – analogamente a quanto farebbe il Fisco – dal consumo di energia elettrica ai depositi bancari, dalle auto di lusso alle case di proprietà. I relativi dati statistici sono stati messi a confronto con le medie dei redditi dichiarati. Il risultato è che ci sono regioni con un ampio scarto tra i presunti redditi disponibili e i consumi effettivi: la Sardegna guida questa classifica negativa, seguita da Sicilia, Campania e Calabria, e poi dalle altre regioni meridionali, ad eccezione della Basilicata, che si colloca nel gruppo intermedio, assieme al Lazio, l'Abruzzo e la Valle d'Aosta. Più virtuose risultano le altre regioni del centro, insieme a Liguria e Friuli-Venezia Giulia. Ma la palma della sincerità spetterebbe alle regioni del Nord, con il massimo del punteggio raggiunto dall'Emilia-Romagna, seguita dal Trentino Alto Adige.
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Centro Studi Sintesi